«La vocazione affaristica della 'ndrangheta»: presentata la relazione DIA

La percezione della 'ndrangheta, anche in territorio calabrese è ancora parziale, se non addirittura errata. Lo ha ribadito più volte il direttore della DIA, la Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro, Beniamino Fazio nell'illustrare la relazione semestrale elaborata periodicamente dalla DIA.
La riflessione
Una relazione che, questa volta, più che una semplice elencazione delle cosche attive sul territorio regionale e delle relative influenze - è stata una vera e propria riflessione, anche molto approfondita, sulla reale percezione che della 'ndrangheta si ha nel nostro territorio, e anche su quanto invece una corretta percezione della 'ndrangheta sarebbe importante nel contrasto a questo fenomeno criminale.
La scelta della sede della Camera di Commercio
Un contrasto che, prima ancora che è investigativo e giudiziario, deve essere culturale. In questo senso, non è stata casuale la scelta di presentare la relazione presso la Camera di Commercio di Catanzaro. «Perché non lo presentiamo presso la nostra sede? - ha dichiarato Fazio ai giornalisti - Perché non volevamo che si riducesse tutto a una riunione fra coloro che sono addetti ai lavori, e poi non vogliamo ridurre tutto a una mera elencazione delle cosche presenti in Calabria. La 'ndrangheta è una cosa diversa».
«La vocazione affaristica della 'ndrangheta»
«Quest'anno, invece, la presentiamo alla Camera di Commercio - ha proseguito il capo della DIA di Catanzaro - perché è il luogo deputato allo sviluppo economico delle imprese. In Calabria questo sviluppo economico è frenato, usiamo un eufemismo, dalla 'ndrangheta. La nostra relazione sottolinea la vocazione affaristica della 'ndrangheta, la quale si inserisce in maniera silente nel tessuto economico. Quindi, si caratterizza questa figura proteiforme della 'ndrangheta, cioè muta costantemente forma per sfuggire agli inseguitori, perché non è esclusivamente presente laddove ci sono manifestazioni di violenza, ma è presente nella vita sociale ed economica dei cittadini».
Le interdittive antimafia
Presente anche il prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, che nel sottolineare quanto sia importante l'azione preventiva delle prefetture, ha parlato di 208 interdittive antimafia emesse contro aziende in odore di 'ndrangheta, 138 delle quali fuori regione.
«Cosa può fare la Prefettura? Moltissimo - ha dichiarato ai giornalisti il prefetto - La Prefettura è un luogo di prevenzione, cautelare, interviene con le interdittive antimafia, previste dal codice antimafia, quindi noi non andiamo a vedere se c'è stata una condanna. Andiamo a esaminare nel GIA - che è il gruppo Interforze Antimafia, dove ci sono tutti i rappresentanti delle forze di polizia insieme alla DIA, coordinato da un dirigente della prefettura - dove si esaminano in quel contesto tutte le varie situazioni delle varie imprese, ditte che chiedono di essere iscritte nella white list delle prefetture. Quindi, si fa uno screening ad ampio raggio, si va a vedere se hanno i requisiti. E se noi ci accorgiamo che qualcosa non va, il prefetto interviene. Io da dicembre che sono qui ne ho già firmate 5, se non erro, interdittive. Cioè servono a bloccare che le aziende contrattino con la pubblica amministrazione».