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Un format innovativo per combattere la violenza sulle donne

Un format innovativo per combattere la violenza sulle donne
La Questura di Crotone scende tra la gente per abbattere il muro di silenzio che spesso copre la violenza contro le donne. E lo fa con un format particolare, itinerante, che punta a coinvolgere la cittadinanza nei luoghi più frequentati. Il primo appuntamento, dal tema “La violenza sulle donne - Abbattere il muro di silenzio e omertà”, è il 4 giugno alle ore 18.30, sul lungomare cittadino.

Format itinerante

“Non è una conferenza in cui verrà discusso il problema - spiega il questore di Crotone Renato Panvino - È un format pensato per la strada, per le piazze, per luoghi in cui si possa coinvolgere quanta più gente possibile. Tutte le autorità che vi parteciperanno dialogheranno tra loro, ma nello stesso tempo potranno anche interloquire con i presenti, i curiosi, tutti coloro che in quel momento di trovano a passare da lì”. Moderato da Antonella Marazziti, l'incontro vedrà i saluti del sindaco Vincenzo Voce e del presidente della Provincia Sergio Ferrari; quindi gli interventi del sottosegretario al ministero dell'Interno Wanda Ferro, del prefetto di Crotone Franca Ferraro, del Questore Panvino, del Procuratore Domenico Guarascio, dell'arcivescovo Alberto Torriani, della presidente del Soroptimist Maria Lucia Cosentino.

Abbattere il muro di silenzio

“L'evento è stato così pensato - aggiunge il Questore - per abbattere il muro di omertà e di silenzio che copre questi reati. È lo Stato che esce dai palazzi e va in piazza, perché la gente ha bisogno di sentirsi vicina allo Stato per poter avere fiducia e denunciare”. I dati parlano di cinque casi al giorno trattati dalla sola Questura: "l’indice delle violenze sulle donne nella provincia di Crotone è alto e trasversale - spiega Panvino - e colpisce ogni ceto sociale. Il fatto per noi più spiacevole è che la maggior parte delle denunce narrano storie di violenza iniziate molto tempo prima, talvolta anche 10 o 12 anni fa. Questo vuol dire che ci sono donne che subiscono in silenzio, sono smarrite, magari non hanno la forza di reagire. E nessuno che le soccorre, perchè è impossibile credere che nessuno si accorga di ciò che accade. E allora questo format si basa su due parole: rassegnazione e speranza. Vogliamo cancellare la parola rassegnazione per dare la speranza a tutti i cittadini”