Landini (Cgil): "Votare 'Si' ai referendum per cancellare leggi sbagliate"

"Questi cinque referendum permettono di cancellare leggi sbagliate e permettono di estendere i diritti a chi oggi non li ha, per fare un lavoro che non sia precario, per fare in modo che si cambi la logica dell'appalto e del subappalto che sta facendo morire persone riducendo la qualità del lavoro. Vuol dire estendere e rimettere di nuovo al centro il lavoro, i diritti".
Lo ha ribadito più volte il segretario generale della Cgil Maurizio Landini nella due giorni organizzata in Calabria per promuovere i Referendum.
I 5 referendum
Dopo essere stato a Villapiana per incontrare i lavoratori nel cantiere della SS106, il segretario generale della Cgil si è recato a Cosenza per un incontro pubblico. Un incontro per convincere i cittadini ad esercitare il diritto al voto per i cinque referendum abrogativi che sono chiamati a votare. I quesiti, quattro sul lavoro e uno sulla cittadinanza, intervengono su leggi cardine come il Jobs Act e la normativa del 1992 sull'acquisizione della cittadinanza. In particolare, si vota per ripristinare il diritto al reintegro per i lavoratori licenziati senza giusta causa, per limitare l’uso dei contratti a termine, per le tutele dei lavoratori nelle piccole imprese, aumentare la sicurezza negli appalti, e la diminuzione da 10 a 5 anni di residenza legale continuativa dei cittadini stranieri per ottenere la cittadinanza.
"Quello dei referendum è uno strumento importantissimo e prezioso - ha detto Landini - l'unico con il quale i cittadini possono intervenire direttamente sulle leggi, senza dover passare per i partiti politici".
L'appello di monsignor Checchinato
Uno degli snodi fondamentali per comprendere la posta in gioco nei referendum è il raggiungimento del quorum. Su questo insiste l'Arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano, mons. Giovanni Checchinato, che si rivolge agli elettori per aumentare la partecipazione elettorale. "Credo nell'impegno di andare a votare - ha detto - perché è un impegno che caratterizza il nostro essere cittadini. E poi dico di andare a votare possibilmente sì, perché questi referendum sono a favore del lavoro, dei lavoratori e del futuro delle nostre generazioni". Il lavoro - ha aggiunto il vescovo - garantisce l'identità delle persone. Così come essere cittadini e parte di una comunità. L'8 e il 9 giugno abbiamo la possibilità di andare a votare ed esprimerci, invece di lamentarci se le cose vanno male".