Reggio Calabria ricorda il sacrificio di Falcone, Morvillo e la scorta

Nel cuore di Reggio Calabria, Palazzo Alvaro, è tornato "Capaci di memoria - Libera Games 25". Una giornata di riflessione e partecipazione, nel nome delle vittime di mafia, a partire dal giudice Giovanni Falcone, assassinato 33 anni fa nella strage di Capaci. Iniziativa nata per ricordare ma soprattutto per costruire, perché la memoria è un esercizio quotidiano di cittadinanza e responsabilità.
Borrello: «Sport palestra di legalità»
Tra i protagonisti della giornata anche Giuseppe Borrello, che ha sottolineato come lo sport, se vissuto come strumento educativo, possa diventare una palestra di legalità e un linguaggio efficace per avvicinare i giovani ai valori della giustizia.
«Lo sport - ha dichiarato - in questo momento in particolare dove c'è la necessità di rieducarsi, di risentirsi squadra, può essere un ottimo strumento, può avere un ruolo decisivo. Ed è stato anche in questo progetto uno strumento per fare memoria, perché i ragazzi e le ragazze prima di scendere in campo hanno ascoltato la storia delle vittime innocenti delle mafie. Storie di ragazzi e ragazzi, di bambini e bambine alle quali la criminalità organizzata ha spezzato i loro sogni. E quindi queste ragazze e questi ragazzi sono scesi anche in campo per loro».
«Questa è un'iniziativa molto importante, in occasione del 33° anniversario della strage di Capaci - ha affermato il coordinatore regionale di Libera - che deve servire per creare quella giusta consapevolezza nei confronti di questi ragazzi che, sicuramente, non hanno vissuto quegli anni delle stragi, per avere quella consapevolezza importante della pericolosità delle mafie. Viviamo in un momento particolare dove c'è il rischio della cosiddetta "normalizzazione delle mafie". Allora c'è la necessità di acquisire quella consapevolezza per capire che le mafie sono ancora più pericolose di prima».
Vaccaro: «I giovani scelgano legalità ogni giorno»
Il prefetto Clara Vaccaro ha ricordato che il contrasto alla mafia non può limitarsi a una sola giornata, ma deve partire dai gesti quotidiani di ciascuno. Ai giovani l'invito a scegliere la legalità ogni giorno, con consapevolezza e responsabilità.
«Credo che il ricordo debba essere non soltanto del 23 maggio che è una data simbolica ovviamente, ma tutti i giorni - ha detto la Vaccaro - nel senso che la lotta alla illegalità, alla 'ndrangheta, alle mafie, deve essere una componente presente ogni giorno, nei comportamenti di ogni giorno perché la 'ndrangheta, la mafia, si combatte anche con gli atteggiamenti quotidiani. Quindi, invitare i giovani a riflettere che la loro libertà è legata anche a come loro si comporteranno e quali scelte anche loro faranno rispetto alla società, alla vita, è secondo me fondamentale.
Assegnati cinque beni confiscati alla criminalità
Nel salone dei Lampadari "Italo Falcomatà" di Palazzo San Giorgio, il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, ha ufficialmente consegnato la disponibilità di cinque beni immobili confiscati alla criminalità organizzata a cinque realtà associative del territorio. Insieme alle chiavi degli immobili sono state consegnate anche le targhe da apporre agli ingressi degli immobili, che portano il simbolo di “Reggio cuore del Mediterraneo”. Un importante momento simbolico e concreto nel percorso di valorizzazione e riutilizzo sociale dei beni sottratti al malaffare.
I destinatari dei beni confiscati
I beni sono stati affidati rispettivamente ai rappresentanti dell’Associazione dilettantistica tennis tavolo Casper; Associazione di promozione sociale Espero; Cooperativa sociale Res Omnia 96; Associazione sportiva dil. Act Reggio 2004 e Gea Gruppo escursionisti d’Aspromonte Aps.
Consegna beni in giornata profonda
L’incontro, sobrio ma particolarmente significativo, si è svolto in una giornata carica di valore simbolico. In tale contesto, la scelta dell’Amministrazione comunale di effettuare la consegna proprio in questa giornata assume un significato profondo: restituire alla collettività ciò che era stato sottratto, trasformando i luoghi del malaffare in spazi di aggregazione, crescita sociale, sportiva e culturale.
Falcomatà: «Antimafia concreta, segno di rinascita per tutta la comunità»
«Un momento significativo per la città – ha dichiarato il sindaco – che rappresenta un ulteriore passo nel percorso avviato sin dall’inizio del nostro mandato: il recupero del patrimonio dei beni sequestrati alla criminalità organizzata e la loro restituzione alla città e alle associazioni, affinché siano utilizzati per fini sociali e condivisi. Siamo felici di questo nuovo traguardo, nella piena consapevolezza che il racconto della nostra terra, che stiamo cercando di costruire attraverso azioni materiali e immateriali, passa anche dal ripristino della legalità. Vogliamo ricostruire il senso di appartenenza e l’orgoglio dei cittadini, mostrando al mondo un volto diverso del nostro territorio. Accanto all’azione repressiva, portata avanti da tempo dalla squadra dello Stato, dalla Prefettura, in sinergia con la magistratura e le forze dell’ordine, esiste una dimensione culturale ed educativa altrettanto fondamentale. Siamo fermamente convinti che una città possa rinascere anche riappropriandosi di spazi che le erano stati indebitamente sottratti. Luoghi un tempo simbolo del malaffare che oggi tornano a nuova vita. La consegna di un bene confiscato a un’associazione rappresenta, quindi, un ulteriore momento di rinascita per tutta la comunità».
Il primo cittadino ha poi aggiunto: «Complessivamente sono 382 i beni confiscati acquisiti in questi anni, per attività istituzionali, scopi abitativi, commerciali e soprattutto sociali. Dei vecchi magazzini, appartamenti o negozi, fino a qualche tempo fa usati dai boss della 'ndrangheta per arricchirsi ed esercitare un controllo del territorio, adesso diventano luoghi a disposizione dei nostri ragazzi, degli sportivi, delle persone fragili, delle famiglie in difficoltà, di chi si occupa di valorizzare il territorio, di tante associazioni, oggi altre cinque, che fanno un lavoro straordinario e che non finiremo mai di ringraziare. È la risposta più utile e concreta che potessimo immaginare per celebrare questa data: con l'antimafia dei fatti, dei gesti che non sono solo un simbolo, ma un sostegno reale e tangibile verso chi si impegna ogni giorno per la cultura della legalità, per la giustizia e per i beni comuni».