Il Quadro della Madonna di Capo Colonna in visita ai malati dell'ospedale

Le coperte preziose stese ai balconi, la pioggia di bigliettini e petali di rosa, la banda musicale: ci sono alcuni rituali che al di fuori possono sembrare sempre gli stessi, banali, ripetitivi. Ed invece, maggio, a Crotone, è tutto nuovo: si respira un'aria diversa, e ciò è legato al fatto che è il mese Mariano. Il mese dedicato alla festa della Madonna di Capo Colonna - mamma dei crotonesi prima che compatrona della città.
La processione all'ospedale
Ieri il Quadro della Vergine è stato portato in processione agli ammalati dell'ospedale San Giovanni di Dio - come tradizione vuole il secondo sabato del mese, precedendo di una settimana il pellegrinaggio verso la chiesetta sul promontorio.
Il Quadro per le vie cittadine
E' uno dei momenti più intensi delle celebrazioni in onore di Maria, poichè la Sacra Effigie gira le vie cittadine fino al nosocomio - e tutto le ruota intorno durante il percorso. E' un evento che va oltre la fede, in qualche senso: è appartenenza alla comunità, fa sentire tutti più vicini, figli protetti dalla stessa Mamma.
Esordio per mons. Torriani
Monsignor Alberto Torriani - arcivescovo di Crotone-Santa Severina - è all'esordio, essendo entrato in Diocesi poco più di un mese fa. «E' sicuramente una festa di popolo – ha detto ai giornalisti poco prima dell'inizio del pellegrinaggio all'ospedale - è una festa di identità, di comunità. Bisogna, credo, imparare a far diventare festa di comunità anche festa di comunione. E quindi, dentro la comunione, è festa di testimonianza e di annuncio».
«Leone XVI Papa con Vangelo in mano»
Incalzato dai giornalisti, il presule ha espresso il suo pensiero anche sul Pontefice, Papa Leone XIV, essendo lui stato segnalato dall'allora cardinale Prevost a Bergoglio - in quanto ha ricoperto prima del Conclave il ruolo di prefetto del Dicastero per i vescovi, ovvero l'istituto che ha il compito di erigere le nuove diocesi. «Per quel poco che l'ho conosciuto, ma è quello che state vedendo anche voi – ha detto Torriani - Papa Leone è un Papa con il Vangelo in mano, che ha saputo e saprà continuare a camminare sulle strade, nelle vie degli uomini, con la sua peculiarità: quella apparente mitezza che è celata dentro un sorriso, ma in realtà è una forza anche, l'avete sentito, nelle parole, nelle omelie di questi giorni. Netta, cristallina. È un uomo di Dio, per fortuna».
L'omelia in tre punti
Mons. Torriani, nella breve omelia davanti al San Giovanni di Dio, ha centrato il suo pensiero del momento su tre punti: il tema dell'oblio della misericordia, il tema del dolore e della sofferenza, ed il tema della testimonianza.
Oblio della Misericordia
«Dove c'è mancanza di fede, c'è mancanza di misericordia – ha detto il vescovo - noi facciamo un pellegrinaggio di fede laddove la misericordia ha bisogno di essere incarnata, toccata, farsi carne».
Dolore e sofferenza
«Noi tutti spesso – ha riferito ancora mons. Torriani - non c'entra nord-sud, pietà popolare o no, davanti al dolore, quando non abbiamo parole, diciamo “è la volontà del Signore”. Ma non è Vangelo questo. Neanche la croce è salvezza: è quell'amore crocifisso così che è salvezza. Altrimenti è cipria dentro le nostre fatiche, le nostre domande che rimangono tutte».
Testimonianza
«Perché la pietà popolare? Perché Maria? Perché andiamo in processione là? Perché è la preferenza per i più poveri, per chi simbolicamente sta nella sofferenza? E' la preferenza della Chiesa, della comunità cristiana mi sento di dire, perché altrimenti pensiamo che la Chiesa sia fatta da quelli vestiti di viola, con queste strane cose al collo, gli anelli».