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L’arte al centro della rigenerazione urbana e sociale: seconda edizione di KRIU

L’arte al centro della rigenerazione urbana e sociale: seconda edizione di KRIU
Dopo il grande successo della prima edizione, KRIU – KRotone Identità Urbane ha fatto il suo ritorno a Crotone con una settimana ricca di interventi artistici, incontri e attività partecipative. Fino al 14 maggio, i quartieri 300 Alloggi e San Francesco si trasformano in un laboratorio a cielo aperto, grazie alla seconda edizione di un progetto che mette l’arte al centro della rigenerazione urbana e sociale.

Il fine del progetto

Voluto e sostenuto dall’Amministrazione Comunale di Crotone, KRIU è curato da Gulìa Urbana e nasce con l’obiettivo di restituire vita e significato agli spazi urbani attraverso l’arte pubblica. Un'iniziativa che non solo arricchisce il panorama estetico della città, ma costruisce ponti tra cittadini, artisti e istituzioni, valorizzando l’identità dei luoghi e stimolando nuove forme di partecipazione civica.

La presentazione

La presentazione ufficiale del progetto si è svolta nella Sala Consiliare “Falcone e Borsellino” del Comune di Crotone. All’incontro hanno preso parte il sindaco Vincenzo Voce, il vicesindaco Sandro Cretella, il procuratore della Repubblica Domenico Guarascio, il curatore Giacomo Marinaro, Matteo Falbo di Gulìa Urbana e gli artisti protagonisti dell’edizione 2025.

Gli street-artist dell'edizione

Quattro i nomi di spicco della street art internazionale chiamati a interpretare le pareti e gli spazi urbani di Crotone: Insane51, artista greco tra i più innovativi della scena mondiale, porta la sua celebre tecnica della double exposure, capace di fondere due immagini in un’unica opera tridimensionale. Visionabili con occhiali anaglifici, i suoi murales giocano sull’ambiguità e sull’effetto sorpresa, offrendo un’esperienza visiva profonda ed emozionante. Vesod, torinese, con una formazione matematica che si riflette nelle sue opere, realizza composizioni che fondono futurismo, geometria e iconografia classica. I suoi lavori, densi di riflessione sul tempo e sull’essere umano, raccontano l’incontro tra razionalità e impulso creativo. Tony Gallo, da Padova, con il suo universo onirico popolato da figure mascherate, bambini e animali, dà voce all’intimità e alla fragilità dell’animo umano. Le sue opere, poetiche e silenziose, instaurano un dialogo emotivo con chi le osserva. Mandioh, artista spagnola, esplora il simbolismo del femminile attraverso una pittura spirituale e mitologica. Ispirata dal mondo delle sirene, interpreterà l’acqua come elemento trasformativo e introspectivo, celebrando la forza ancestrale del corpo e della natura.