Omicidio Di Cello, il padre avrebbe ucciso il figlio dopo l'ennesima richiesta di soldi

Sarebbe dovuto alle continue liti e alle continue richieste di soldi l'omicidio di Bruno Di Cello, il 30enne ucciso ieri a Lamezia Terme dal padre, che adesso si trova nel carcere di Catanzaro, dopo essersi costituito. L'uomo, una guardia giurata in pensione, avrebbe raccontato di essere stato esasperato dalla continue richieste di soldi da parte del figlio e per questo, dopo l'ennesima lite avvenuta ieri mattina in località Marinella, dove la famiglia possedeva una casa per le vacanze estive, avrebbe sparato al figlio, colpendolo mortalmente in pieno volto. La ricostruzione della tragedia di venerdì è stata fatta dagli investigatori del commissariato di Lamezia Terme, diretto da Antonio Turi, al termine di un lunghissimo interrogatorio del sessantaquattrenne che si è concluso solo a tarda sera. L'uomo è stato arrestato e dovrà rispondere di omicidio, detenzione e porto abusivo di arma clandestina e di ricettazione della stessa arma. L'omicidio è avvenuto nella mattinata di ieri, quando il corpo del giovane è stato ritrovato riverso in via Trani all'interno della Marinella da un ragazzo che passava di lì e che ha subito chiamato il 118. Per la vittima però non c'è stato nulla da fare.