L'ultimo saluto a Papa Francesco nelle acque del naufragio di Steccato

Una breve preghiera, un ricordo, poi l'ultimo saluto a Papa Francesco, nella maniera scelta da tutte le marinerie d'Italia. Le sirene hanno suonato all'unisono, tutte alla stessa ora. Ma è il luogo scelto dai pescatori di Steccato di Cutro a fare la differenza. Loro Papa Francesco hanno scelto di salutarlo nelle acque del naufragio che il 26 febbraio del 2023 provocò una strage a pochi metri dalla riva del “loro” mare, quello dal quale raccolsero cadaveri e superstiti, quello in cui ogni giorno escono a pesca.
"Un modo per ringraziarlo"
“Ho chiamato i miei amici pescatori che hanno condiviso subito il mio pensiero - racconta Vincenzo Luciano, che la mattina del naufragio fu tra i primissimi soccorritori - È stato un modo per portare qui con noi Papa Francesco, in un luogo in cui avrebbe voluto venire ed al quale è stato sempre vicino con le parole e con le preghiere. Lui ci ha ringraziato in un Angelus, e noi adesso abbiamo voluto ringraziare lui, e salutarlo”.
"È un arrivederci"
“È un arrivederci - aggiunge il parroco di Steccato don Pasquale Squillacioti - ed un ringraziamento per essere stato vicino a questa comunità nel suo momento più difficile. Prima ci siamo riuniti per un momento di raccoglimento nella chiesa del Cristo risorto, dinanzi alla croce costruita con i legni del caicco naufragato. Poi siamo venuti qui, in mezzo al mare, per innalzare una preghiera per papa Francesco ed un ringraziamento a Dio per avercelo donato”. A bordo di un piccolo gozzo don Pasquale stringe una foto di papa Francesco. “Nei giorni immediatamente successivi al naufragio – ricorda – gli inviai una lettera per chiedergli di ricordare noi tutti nelle sue preghiere in quei giorni tristi; lui mi rispose rassicurandomi, dicendo che continuava a pregare per questo posto: per i morti, per i loro familiari, per i superstiti, per i soccorritori e per chi era al lavoro”. Su un altra piccola barca ci sono anche il sindaco di Cutro, Antonio Ceraso, e l'assessore comunale Tommaso Olivo. Pochi minuti prima delle 9.45 le piccole imbarcazioni si avvicinano tra loro; poi, all'ora concordata con le marinerie di tutta Italia, fanno suonare le sirene, mostrando un lenzuolo su cui si legge “I pescatori di Steccato in un inno di speranza al sommo pontefice Francesco”.