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Bonifica di Crotone: il TAR sospende l'ordinanza del commissario Errigo

Bonifica di Crotone: il TAR sospende l'ordinanza del commissario Errigo
Il presidente del Tribunale Amministrativo Regionale, Gerardo Mastrandrea, ha sospeso l'ordinanza n°1/2025 del commissario per la bonifica dell'ex area industriale di Crotone, Emilio Errigo. Il TAR, si legge nel dispositivo, ha accolto «l’istanza di concessione di misure cautelari monocratiche, con sospensione dell’efficacia del provvedimento impugnato con motivi aggiunti nei sensi e limiti indicati in motivazione, fino alla camera di consiglio sotto indicata. Fissa, per la trattazione dell’istanza cautelare in sede collegiale, la camera di consiglio del 7 maggio 2025». Nel decreto - su ricorso proposto da Regione Calabria, Comune e Provincia di Crotone contro Ministero dell'Ambiente e commissario straordinario per la Bonifica del SIN (Sito d'Interesse Nazionale di Crotone Cassano e Cerchiara) - si legge che viene sospesa l'efficacia dell'ordinanza nella quale il commissario Errigo aveva imposto ad Eni di iniziare le operazioni di bonifica ed il conferimento dei rifiuti nella discarica di Columbra.

I dettagli

La «concessione presidenziale di una misura cautelare d’urgenza monocratica» - è scritto - «postula l’effettiva esistenza di una situazione a effetti gravi, irreversibili e irreparabili. Rilevato che, nel caso in esame, sussistono i presupposti richiamati nei limiti che si vanno a specificare, avuto riguardo in particolare, sotto il profilo del periculum, alla necessità di evitare che nelle more della delibazione in sede collegiale dell’istanza cautelare si proceda ad attività esulanti dalle operazioni meramente preliminari e propedeutiche alla doverosa attività di bonifica, che devono ritenersi consentite». «Per questi motivi - è scritto nel decreto - accoglie l’istanza di concessione di misure cautelari monocratiche, con sospensione dell’efficacia del provvedimento impugnato».

Soddisfazione di Voce e Ferrari

Soddisfazione è giunta dal sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, e dal presidente della Provincia, Sergio Ferrari che, in una nota congiunta, hanno dichiarato: «È il massimo che si potesse ottenere in questa fase». «La medesima strategia processuale - proseguono - messa in campo anche con la Regione Calabria, per la quale non possiamo far altro che ringraziare il presidente Occhiuto per il continuo sostegno e per la sinergia dimostrati, ha dato i propri frutti: nessuna attività di scavo potrà essere avviata fino ad uno scrutinio della vicenda nel contraddittorio delle parti. Ribadiremo in quella sede con forza le nostre ragioni per proseguire il cammino avviato nel rispetto delle leggi e con il contributo di tutte le autorità realmente competenti».