L'evoluzione della 'ndrangheta: il procuratore Guarascio incontra gli studenti

"L'evoluzione della 'ndrangheta" è stato l'ultimo tema affrontato nel corso del seminario "Pedagogia dell’Antimafia" - all'interno del percorso di studio “La scuola della Costituzione” - promosso dall'Università della Calabria insieme al liceo classico di Crotone. Dopo una serie di incontri che ha visto protagonisti illustri relatori del mondo giuridico, istituzionale ed ecclesiale - è toccato al procuratore della Repubblica pitagorico, Domenico Guarascio, confrontarsi con gli studenti del "Pitagora".
Una palestra gremita quella che ha accolto il procuratore ed i rappresentanti istituzionali del territorio. I ragazzi hanno le idee molto chiare su quello che è il fenomeno 'ndranghetistico presente sul territorio, e su come riuscire a combatterlo.
Non arrendersi
«Abbiamo puntato molto anche sul non arrendersi già in partenza - ha dichiarato ai microfoni dei giornalisti Giorgia Allevato, studentessa del "Pitagora" - la nostra terra offre tantissime possibilità nonostante la ramificazione delle mafie sul territorio. Molti giovani cercano lavoro altrove, cercano opportunità altrove, proprio anche per le mafie, ma l'importante è appunto non arrendersi subito e cercare di contrastare, anche con l'aiuto di questi incontri che cercano di diffondere formazione».
L'evoluzione
Un'evoluzione, quella della 'ndrangheta, che ha saputo guardare al futuro in tempi non sospetti, puntando su settori strategici della vita economica quotidiana sui quali ha allungato i suoi tentacoli, e sulle nuove tecnologie comunicative - dai social a software che l'ha resa in grado di non essere intercettata.
Nuovi strumenti di comunicazione
La 'ndrangheta «è diventata imprenditrice - ha detto ai nostri microfoni il procuratore Guarascio - capace di dialogare con gli strumenti informatici, ne crea di nuovi nuovi software, nuovi strumenti di comunicazione. E' una 'ndrangheta che riesce a carpire tendenze evolutive della società, a volte le anticipa anche».
Il ruolo dei social-ntework
Tra le nuove tecnologie in mano alla criminalità organizzata ci sono anche i social-network, luogo nel quale far passare messaggi e mostrare il potere. «Questo è assolutamente inaccettabile - ha detto ancora Giorgia Allevato - deve essere illegittimo, anche se diventa sempre più comune andare a "glorificare" questi personaggi, questi testi tra i giovani. È anche una lotta in cui ci dobbiamo impegnare a contrastare».
«Io sono tra quelli che dice che i ragazzi devono utilizzare i social network, devono utilizzare tutto ciò che la società mette loro a disposizione - ha detto ancora Guarascio - devono però farlo con una capacità di comprendere a pieno le potenzialità degli strumenti, avere gli strumenti culturali per poter utilizzare i social network, allo stesso tempo informarsi, capire i rischi e sperimentarli. Solo così si cresce. In qualche modo questa è una sfida per la società, anche culturale».
Presenti all'incontro - moderato dal giornalista de Il Quotidiano del Sud, Antonio Anastasi - la dirigente scolastica Natascia Senatore, e Rossella Frandina, docente del liceo crotonese.