Gli interessi del clan Arena in Trentino Alto Adige: 17 arresti

Degli interessi della criminalità organizzata in Trentino si parla dagli anni '80, sebbene molto più recenti siano le operazioni condotte contro le infiltrazioni della 'ndrangheta. L'ultima l'hanno denominata “Blizzard – Folgore”, condotta dai Carabinieri e coordinata dalle Procure antimafia di Catanzaro e Trento, a svelare legami ed interessi con il clan Arena di Isola Capo Rizzuto. Diciassette gli arresti, per associazione mafiosa, usura, estorsione ed armi.
Le indagini
L'inchiesta è partita dall'Alto Adige, dov'era residente un imprenditore 44enne originario di Isola Capo Rizzuto ritenuto al centro di una serie di illeciti fiscali, commessi attraverso false fatturazioni per operazioni inesistenti. Dalle indagini è emersa la sua vicinanza al clan di ‘ndrangheta del Crotonese, per il quale secondo gli inquirenti avrebbe fatto da “collante” nel periodo in cui ha operato a Bolzano.
Qui, infatti, avrebbe avviato una serie di progetti imprenditoriali, basati sulla commissione di reati economico-finanziari: appalti truccati e crediti fiscali fittizi che portavano guadagni illeciti alla cosca. Denaro che sarebbe servito per favorire l'associazione (attiva anche in Veneto e Lombardia) e sostenere gli affiliati detenuti.
Contestati anche episodi di usura, estorsioni e reati in materia di armi, anche da guerra.
Gli arresti
Gli arresti sono stati effettuati nelle province di Crotone, Milano, Verona, Bolzano, Napoli, Perugia e Caltanissetta. Contestualmente sono state effettuate perquisizioni nei confronti di altre 13 persone, mentre nell'ambito di un procedimento collegato sono stati sequestrati beni per 25 milioni di euro a 23 persone, tra Bolzano, Bologna, Crotone, Milano, Roma, Foggia, Salerno, L'Aquila e la Svizzera