Festa del papà, Mario Occhiuto: «L'amore resta, sempre»

«Domani sarà la festa dei papà. Una giornata speciale per tanti, un po’ più difficile per altri. Per me, è entrambe le cose.» Inizia con queste parole il commovente post pubblicato ieri sera su Facebook, alla vigilia della festa del papà, dal senatore di Forza Italia Mario Occhiuto. Suo figlio Francesco, appena trentenne, è venuto a mancare lo scorso 22 febbraio, dopo essere precipitato da una finestra dell'ottavo piano dell'abitazione familiare a Cosenza.
«Sono padre di tre figli meravigliosi. Due posso stringerli tra le braccia, uno lo abbraccio ogni giorno con il pensiero e con l’anima. Tre, sempre. Perché l’amore non ha confini. Va oltre il tempo, oltre ciò che gli occhi possono vedere» continua. «E poi c’è il dolore, quello che ti cambia per sempre. Che scava dentro e lascia un vuoto che niente può colmare. Ma che ti fa capire quanto sia profondo questo legame. Un legame che non si spezza, perché non è fatto solo di sangue, ma di amore. E l’amore resta. Sempre.»
«Ci sono giorni in cui i ricordi fanno sorridere, altri in cui fanno male. Ma i più preziosi sono quelli in cui mio figlio si mostrava fragile, quando, senza bisogno di parole, mi lasciava entrare nel suo mondo. Attimi rari, che porto dentro di me come un dono. In una foto siamo felici, insieme. In un’altra, indosso una maglietta che è il regalo più bello che abbia mai ricevuto: un pensiero dolce dai miei figli. Domani non festeggerò. Non ci riuscirò. Voglio solo dire grazie. Grazie ai miei figli, perché sicuramente mi hanno reso un uomo migliore. Perché mi danno la forza di andare avanti, ogni giorno» prosegue Occhiuto nel post, correlato di vecchie foto che lo ritraggono insieme a suo figlio Francesco.
«Ho scelto di andare nei luoghi di San Francesco di Paola e di San Francesco d’Assisi. Prima a Paola, per onorare il nome che porta mio figlio. Poi ad Assisi, per raccogliermi in preghiera e sentirmi più vicino a lui. E per trovare la forza di essere, sempre, il padre che i miei figli meritano. Oggi qualcuno mi ha scritto che pregherà perché il mio angelo mi sorregga. Voglio crederlo. Voglio pensare che sia così. Che continui a camminare accanto a me, in un altro modo. E auguri a tutti i papà. A quelli che possono stringere i loro figli tra le braccia. E a quelli che li tengono stretti nel cuore».