ARTI MARZIALI | Fijlkam: Enzo Migliarese rieletto presidente del comitato regionale

Certo, è un’immagine cinematografica, ma quando si pensa al grande saggio di uno sport di contatto viene in mente il maestro Myiagi di ‘Karate kid’ nella magistrale interpretazione di Pat Morita. Un misto di severità ed indulgenza, padre, educatore e psicologo, forgiatore di carattere e dispensatore di conoscenze tecniche. Escluse le forzature immancabili in una sceneggiatura, Enzo Migliarese rappresenta proprio questo, al netto della fisiognomica e della postura mite. Pochi giorni fa il professore, appellativo che ha conquistato naturalmente grazie alla serietà del lavoro ed alla credibilità dell’uomo, è stato rieletto alla presidenza del comitato calabrese della Fijlkam, impronunciabile acronimo della federazione che riunisce judo, lotta, karate ed arti marziali. Al suo fianco, come presidenti di settore, riavrà Domenico Spanò per la lotta, ed i neo-eletti Giuseppe Gallelli per il judo e Viola Zangara, campionessa che si sta distinguendo anche a livello dirigenziale, per il karate. Cintura nera 7° dan, stella d’oro del Coni, nel 1973 Migliarese fondò l’Accademia Karate Crotone, allevando campioni (i fratelli Stefanizzi, Francesco Bellino, il bronzo ai campionati italiani a squadre 2003) ed educando due generazioni di giovani. Si può dire che a Crotone non c’è quasi famiglia in cui almeno un figlio o figlia non abbia frequentato la sua palestra. Durante il suo primo mandato, la federazione ha visto crescere i numeri di affiliazioni, praticanti, agonisti e medaglie, perché sì, primum partecipare ma vincere è sempre fantastico: 81 società, circa 2.500 atleti fra agonisti e pre-agonisti, e poi 155 tecnici e 38 ufficiali di gara, giunti a dama dopo selezioni rigorose. E poi 36 medaglie nei campionati nazionali, ed altre 90 in Italia ed all’estero nei trofei open senza punteggio federale. Allo sport Migliarese, fra l’altro cavaliere per i meriti acquisiti con attività sociali, ha dedicato oltre mezzo secolo: non si direbbe ma ha 75 anni, si allena ancora ed anche la calvizie non osa sfidarlo. È atteso da altri quattro anni di lavoro ma lui si schermisce, dice che senza chi lo ha affiancato, sia a livello federale che sul tatami, avrebbe potuto fare poco. Senza di lui, tuttavia, è difficile credere che la federazione dal nome impossibile riuscisse ad ottenere gli stessi risultati.