Sono stati notificati gli avvisi di
conclusione delle indagini preliminari, emessi dalla procura della Repubblica di Crotone nei confronti dei quattro familiari del defunto
Francesco Chimirri, che avrebbero preso parte al pestaggio del
vice ispettore della Polizia di Stato Giuseppe Sortino, avvenuto lo scorso
7 ottobre a Crotone. Le indagini, condotte dai carabinieri di Crotone, sono partite a seguito della discussione che ha portato all'omicidio di Chimirri ed al pestaggio di Sortino, per il quale il figlio, due fratelli ed il padre di Chimirri sono finiti agli arresti domiciliari e sono indagati, a vario titolo, per “
tentato omicidio aggravato”, “
lesioni personali pluriaggravate”, “
resistenza e violenza a un Pubblico Ufficiale in concorso”, “
porto abusivo e illegale delle armi o degli oggetti, atti a offendere, in concorso”.
I fatti
Il 7 ottobre 2024, mentre il vice ispettore Sortino si stava recando presso la Questura di Crotone, dove avrebbe dovuto prendere servizio, ha notato un’autovettura, che stava percorrendo la statale 106 a una velocità elevatissima, con un andamento potenzialmente pericoloso per gli altri utenti della strada e che aveva già provocato due lievi collisioni con altrettanti veicoli. Secondo la ricostruzione fornita dai carabinieri, Sortino decise di seguire l'auto e si fermò in via Don Giuseppe Puglisi del quartiere Lampanaro di Crotone, dove, dopo aver richiesto agli occupanti del veicolo, identificati nel defunto, Francesco Chimirri, e nel figlio, delle delucidazioni sulla condotta di guida e d’identificarsi, è stato inizialmente percosso, anche mediante l’utilizzo di uno sfollagente.
Le indagini
Le indagini, condotte dai carabinieri di Crotone, hanno consentito di ricostruire l’evento, anche grazie alle immagini delle telecamere di
videosorveglianza private, dai video, realizzati da alcuni privati cittadini e “postati” sul social network
Tik Tok, che avevano assistito all’evento dalle loro abitazioni, e dalle testimonianze, rese dagli altri soggetti, in grado di riferire sui fatti, si è appurato che il poliziotto, prima percosso solo da
Francesco Chimirri e dal figlio, era stato, successivamente, raggiunto anche dai due fratelli e dal padre, che avrebbero continuato a picchiarlo procurandogli delle
lesioni gravissime, che, precisano i carabinieri, solo per un mero caso fortuito e accidentale, non hanno condotto al suo decesso. Uno di essi, imbracciando la
pistola di Sortino, con cui poco prima aveva sparato mortalmente
Francesco Chimirri, avrebbe tentando di sparare al vice ispettore, quando era per terra e in ginocchio. Il provvedimento è stato notificato anche ad un
25enne crotonese, vittima di uno dei sinistri stradali provocati da Francesco Chimirri, il quale, pur avendo assistito alle fasi iniziali dell'accaduto, avrebbe omesso di riferire quanto successo. Per lui l'accusa è di "
favoreggiamento personale".