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Ad "Olio capitale" la Calabria punta sulla qualità

Ad "Olio capitale" la Calabria punta sulla qualità
Ha l'obiettivo di rafforzare la propria posizione come regione di punta nella produzione di olio d’oliva di qualità la presenza della Calabria ad Olio capitale, una tra le più prestigiose e importanti fiere di settore che si svolge a Trieste. Un'occasione per far conoscere ad un pubblico sempre più ampio i progressi compiuti dal settore risevando un'attenzione sempre maggiore alla qualità del prodotto. “Negli ultimi anni sta cambiando il racconto del settore olivicolo calabrese - ha affermato l’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo - soprattutto grazie agli oli di qualità". "La Calabria, assieme alla Puglia, è la maggiore produttrice di olio. Abbiamo  185.000 ettari di superficie ulivetata, ed un terzo è riservata alle coltivazioni bio. Abbiamo una incredibile biodiversità, dunque moltissime varietà diverse, ma fino a qualche anno fa puntavamo alle produzioni massive. Oggi, invece, anche grazie agli incentivi della Regione, ci stiamo affermando per una produzione di qualità". Oltre alla degustazione, il Salone ha ospitato laboratori interattivi, presentazioni di libri di cucina e sull’olio, talk show e seminari dedicati all’olio extravergine di oliva e ai territori di produzione.

I cambiamenti climatici

La Calabria a Trieste si qualifica, però, anche dal punto di vista scientifico, con la presenza del docente universitario e presidente della Elaioteca Regionale, Rocco Zappia, che richiama l'attenzione sulle ricadute che inevitabilmente i cambiamenti climatici avranno sulla produzione di olio d'oliva. "L'enorme varietà delle nostre produzioni si è generata nel corso dei secoli - dice - legata a precise condizioni climatiche. Oggi c’è un aumento delle temperature, una diminuzione forte delle precipitazioni, il cambiamento è in atto. Per cui dobbiamo iniziare a pensare che alcune varietà che stiamo coltivando oggi, forse un giorno scompariranno. Ecco perchè bisogna investire nella ricerca, trovando le cultivar più adatte alle nuove condizioni climatiche".