Sanità: le strategie di Monica Calamai per l'Asp di Crotone

È a Crotone da tre settimane. Giorni che le sono serviti per farsi una prima idea dello stato della sanità provinciale. Toscana, con alle spalle una lunga esperienza dirigenziale in sanità, Monica Calamai è entrata a pieno regime nel suo nuovo incarico di commissario straordinario dell'Azienda sanitaria provinciale di Crotone.
"Sono già stata due volte in ospedale, ho incontrato anche il personale del territorio, alcuni sindaci; ho visto documenti, fatto riunioni in Regione. Ovviamente per avere la profondità della conoscenza non sono sufficienti tre settimane: è importante girare il territorio, cosa che io sono abituata a fare, e vedere anche tutti gli interlocutori" - ha dichiarato il commissario ai microfoni di Video Calabria. "Procede questo lavoro in un mix di azioni immediate, che sono necessarie, e allo stesso tempo di conoscenze, di incontri, per avere un quadro complessivo più dettagliato".
Rispetto alle azioni da intraprendere nell'immediatezza, Calamai si è soffermata sul PNRR. "C'è tutta la problematica delle tempistiche legate agli investimenti, nello specifico gli investimenti all'interno dell'ospedale, i lavori in corso, l'arrivo di tecnologie e tutta la parte territoriale, che vede la realizzazione di case e ospedali di comunità", ha affermato. Riguardo invece la strategia complessiva, "l'Atto Aziendale necessita di integrazioni, relazioni e interazioni con il territorio, ma anche dello sviluppo della parte territoriale, per dare una sanità di prossimità a una popolazione che vede una presenza di over 65 e over 75 significativa, e anche un parcellizzazione all'interno del territorio".
Infine, Calamai si è espressa in relazione alle criticità del pronto soccorso appena inaugurato, e alla necessità di ridurre i tempi d'attesa: "C'è un problema di carattere generale da cui non è esente questa realtà, e cioè una presenza importante di codici minori. Stiamo pensando, rispetto al pronto soccorso del nostro ospedale, di rivedere i percorsi per separare questi due tipi di codici. Poi capisco anche che non essendoci" una rete territoriale (n.d.r.), "il cittadino prevalentemente si reca in ospedale". Per questo - ha riferito il commissario - sarebbe necessario ampliare la rete, "con una presenza che vada oltre gli orari di ufficio".