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Ricongiungimenti familiari e "diritto al lutto": le richieste dei superstiti di Cutro

Ricongiungimenti familiari e "diritto al lutto": le richieste dei superstiti di Cutro
Abas Sultani è uno dei sopravvissuti alla strage di Cutro. “Sulla nave – dice - ho perso mia madre, mia sorella e mio fratello minore, ed ora vivo con mio padre in Germania. Chiediamo al Governo italiano di aiutarci a riunirci con i restanti membri delle nostre famiglie. Essere insieme a loro allevierà il nostro dolore e ci darà speranza per un futuro migliore”. La richiesta di Abas Sultani – fatta a nome di tanti altri parenti delle vittime - richiama il Governo italiano a precise responsabilità, assunte quando (convocati i superstiti a Palazzo Chigi) la presidente del Consiglio Giorgia Meloni promise loro il ricongiungimento familiare. C'è poi una seconda richiesta, legata alla negazione di un diritto garantito da leggi internazionali: “diritto al lutto” si chiama, e prevede autorizzazioni specifiche per poter visitare le salme non rimpatriate.

Le richieste della Rete 26 Febbraio

Le richieste sono arrivate nell'incontro conclusivo delle iniziative di commemorazione della strage di Steccato Cutro organizzate dalla rete 26 febbraio, che ha elaborato un documento con altre richieste, da presentare a tutte le istituzioni. 1 - Riconoscere il soccorso in mare come obbligo giuridico ed umanitario, per limitare i numeri spaventosi delle morti in mare 2 - Contrastare i discorsi d’odio e la criminalizzazione dei migranti e di chi li soccorre 3 - Attivare canali regolari di ingresso 4 - Seguire le indicazioni del Consiglio d'Europa, che dice che ogni persona scomparsa o dispersa dev'essere cercata, e tutti i corpi devono essere identificati 5 - Permettere ai familiari, anche se lontani dall’Italia, di decidere luogo e modalità delle sepolture dei loro cari.