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Naufragio Cutro, mons. Savino a superstiti e famigliari: «Vi chiedo perdono»

Naufragio Cutro, mons. Savino a superstiti e famigliari: «Vi chiedo perdono»
«Sento di dire ai familiari, ai superstiti, ciò che dissi inginocchiandomi dinanzi alle bare di quei fratelli delle sorelle al Palamilone. Sento di dire una parola che oggi sento ancora di più di ripetere: vi chiedo perdono. Vi chiedo perdono perché non è possibile nel terzo millennio passare dal Mediterraneo al Cpr - come avete scritto qui su questo manifesto. “Memoria, verità giustizia per tutte le stragi di Stato”. Che non ci siano mai più le stragi di Lampedusa, le stragi di Roccella, e le stragi di Cutro. E che da qui nasca una coscienza correttiva capace di dire che vivere con i fratelli e le sorelle immigrati è possibile. Anzi si deve, perché è un diritto che appartiene non soltanto a noi italiani, ma appartiene al mondo intero». Lo ha detto mons. Francesco Savino - vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana e vescovo di Cassano allo Ionio - alla veglia in memoria delle vittime del naufragio di Steccato di Cutro questa mattina, organizzata dal giornale online CrotoneNews in occasione del secondo anniversario della tragedia nella quale persero la vita 94 migranti - 34 uomini, 26 donne e 34 minori. Mons. Savino si è rivolto ai famigliari delle vittime ed ai superstiti che sono riusciti a salvarsi all'alba del 26 febbraio 2023, quando il caicco Summer Love - con a bordo 180 persone circa - si schiantò sulla secca della spiaggia di Steccato di Cutro, a pochi metri dalla riva.