Secondo anniversario del naufragio di Cutro: il razzismo va preso a calci

Il rischio è di venire tacciati per intolleranti, ma prendere a calci il razzismo non ci sembra una cattiva idea. Anzi, non lo è proprio. Così dev’essere sembrato anche a chi, fra le iniziative per fare memoria della strage di Cutro della quale domani ricorre il secondo anniversario, ha organizzato una partita di calcio allo stadio ‘Ezio Scida’ di Crotone alla quale hanno partecipato calciatori ed ex calciatori, amministratori locali, attivisti, volontari ed anche alcuni familiari delle persone coinvolte nella tragedia. Sugli spalti assolati di una giornata già marcatamente primaverile, soprattutto studenti delle scuole superiori.
Benchè non sia esente dal ciarpame di ululati ed insulti beceri, lo sport resta veicolo eccellente dell’integrazione: specie il calcio, anche perché la percentuale di giocatori di origine africana è in crescita continua. E sono ormai numerosi anche i casi di ragazzi che dopo aver sfidato il Mediterraneo per venire da questa parte hanno ottenuto un contratto, o comunque hanno trovato posto anche in società dilettantistiche.
Ma non ci permettiamo di considerarle storie a lieto fine, e meno che mai la quadratura della partita doppia col destino. Manuelita Scigliano, attivista e portavoce delle ‘Rete 26 febbraio’, sin dalle ore successive alla tragedia punto di riferimento per i sopravvissuti, ha solo imparato a convivere con l’eredità di un’esperienza che le ha segnato la vita per sempre.
Assad Almolki è tornato a Crotone anche quest’anno. La sua è una delle storie più impressionanti e commoventi di quelle ore: partito dalla Siria, si salvò insieme allo zio dopo essere rimasto per più di tre ore aggrappato ad un pezzo di legno, il fratellino di 7 anni invece cedette all’ipotermia e morì in acqua. Lo abbiamo intervistato grazie alla mediazione di Ramzi Labidi: Assad vive in Germania, dove fa il barbiere. Dice di non provare risentimento per gli italiani, che anzi ringrazia. E per quanto il concetto possa sembrare sin troppo generoso, le sue parole sembrano sincere