Gli agenti della Squadra Mobile di Crotone hanno
fermato due persone di nazionalità afghana, ritenuti i presunti scafisti dello
sbarco di 130 migranti avvenuto lo scorso 2 febbraio.
Lo sbarco
Le indagini - riferisce una nota della questura - sono partite lo stesso giorno dello sbarco, quando
il gruppo di migranti è stato intercettato in mare e scortato dalla Capitaneria di Porto fino al porto di Crotone. Tra loro vi erano
29 uomini, 19 donne e 25 minori di nazionalità afghana; 7 uomini, 1 donna e 1 minore iracheni; 32 uomini, 7 donne e 3 minori iraniani, oltre a 6 uomini di nazionalità pakistana. Dopo le prime cure sanitarie, i migranti sono stati trasferiti al Cara di Isola Capo Rizzuto per le procedure di identificazione.
Le indagini
Le indagini - prosegue la nota - avrebbero permesso di
ricostruire il viaggio dell’imbarcazione, dalla partenza dalla Turchia fino allo sbarco sulle coste italiane.
L'attenzione degli investigatori si è concentrata su due uomini che, pur dichiarandosi di nazionalità afghana,
non avrebbero compreso la lingua del paese - nonchè avrebbero avuto
nel proprio telefono un messaggio in un idioma diverso da quello dichiarato. Questi elementi, uniti alle
testimonianze di alcuni migranti che li hanno riconosciuti come coloro che hanno condotto l’imbarcazione, hanno portato al loro fermo.
I due presunti scafisti sono stati
trasferiti presso il carcere pitagorico e posti a disposizione della Procura della Repubblica.
🔴 AGGIORNAMENTO ORE 15:40
Si è svolto
l'interrogatorio di garanzia, all'interno del carcere di Crotone,
nei confronti dei due presunti scafisti. Si tratta di
due ragazzi afgani di 22 e 32 anni che hanno
risposto alle domande del Gip, il quale si è riservato di emettere una propria ordinanza. I difensori dei due ragazzi -
gli avvocati Alberto Laratta e Maria Vincenza Corigliano - hanno chiesto la
non convalida del fermo ed, eventualmente, una misura cautelare meno gravosa della detenzione in carcere richiesta dal pubblico ministero.