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Maysoon Majidi assolta, le reazioni dal mondo politico

Maysoon Majidi assolta, le reazioni dal mondo politico
Dopo un lungo processo e oltre 302 giorni di detenzione, Maysoon Majidi, 29 anni, è stata definitivamente assolta dal Tribunale di Crotone per non aver commesso il fatto. Il suo arresto era avvenuto il 31 dicembre 2023, sulla base della testimonianza di due persone, che avevano accusato l'attivista iraniana di essere una scafista, definendola “l’aiutante del capitano” dell’imbarcazione con la quale la donna era giunta, insieme al fratello Razhan e circa 70 migranti, a Crotone.

Le reazioni della politica

Numerose le reazioni politiche a livello locale e nazionale. La deputata PD Laura Boldrini, presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, ha espresso soddisfazione per l’esito del processo. “Fin dal primo incontro, nel carcere di Castrovillari, quanto da lei raccontato in merito al suo attivismo civico e politico era apparso credibile e coerente” ha dichiarato Boldrini. “Sono felice per Maysoon Majidi: la sua storia, con dieci mesi di sofferta reclusione, è emblematica di come in Italia oggi il destino di chi scappa da regimi totalitari e cerca sicurezza sia appeso ad un filo, e messo a dura prova nei meandri di una legislazione in cerca di un capro espiatorio. Oggi, più che mai, diciamo donna, vita, libertà!”.

Ferme le parole del vicepresidente di AVS alla Camera, Marco Grimaldi, che ha sottolineato che l’assoluzione di Majidi non cancella le criticità del sistema, comparando la vicenda al caso Almasri: “Oggi Maysoon è stata assolta, ma questa bella notizia non assolve l’Italia delle destre: quella che tiene in carcere una povera crista, e libera un boia trafficante di essere umani”.

Analogamente, il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova e la presidente dell’Assemblea Nazionale di +Europa Manuela Zambrano hanno definito il caso di Majidi un esempio delle inadeguatezze delle politiche sull’immigrazione, evidenziando l’urgenza di garantire protezione a chi fugge da regimi oppressivi: “La storia di Maysoon, che dopo aver rischiato la vita in Iran ha trovato nel nostro paese il carcere invece che la protezione che meritava, resta comunque un esempio del fallimento e della profonda ingiustizia delle politiche sull’immigrazione e l’accoglienza, contro le quali continuiamo a batterci”.

Il punto di vista locale

Il consigliere regionale calabrese Ferdinando Laghi ha definito la vicenda “triste e paradossale”, ma ha invitato a concentrare l’attenzione sul coraggio della donna. “Ci sarà tempo e modo di analizzare questa triste vicenda e di tentare di ricucire il dolore che Maysoon ha provato in questi 13 mesi di gogna, di cui dieci interminabili di ingiusta carcerazione", ha detto. “Ora però é il tempo della gioia e tutti dobbiamo riconoscere il suo coraggio e la sua determinazione, qualità che ho sempre apprezzato".

Gianmichele Bosco, presidente del Consiglio Comunale di Catanzaro, ha parlato di vittoria della verità su pregiudizi e criminalizzazione del dissenso. “La vicenda di Maysoon ha rappresentato una sfida giuridica, morale e politica, e la sua assoluzione è una vittoria della verità”, ha affermato. “I veri trafficanti di esseri umani sono da ricercare sulla terraferma e non sulle bagnarole dove rischiano la vita. Chi governa dovrebbe porsi qualche domanda sulla configurazione di questi reati”.

Protezione e giustizia

La vicenda di Maysoon Majidi mette in luce le difficoltà incontrate da chi fugge da regimi totalitari e cerca protezione in Italia. Nonostante l’assoluzione, l’episodio richiama l’attenzione sull’urgenza di riformare le politiche migratorie e di garantire tutela a chi rischia la vita in cerca di sicurezza.