I Gallace, tra politica e traffico d'armi: i dettagli dell'operazione

Le inchieste, gli arresti, neppure le condanne e la detenzione sarebbero bastati a limitare il controllo esercitato sul territorio dal clan Gallace di Guardavalle. Che avrebbe continuato ad imporre estorsioni, intessere alleanze e trafficare in armi sotto la guida del boss Cosimo Damiano Gallace, capace di gestire le attività della ‘ndrina anche durante la latitanza e dopo l’arresto.
Sono diversi gli elementi emersi nel corso delle indagini che hanno portato all'arresto di 44 persone – 15 in carcere e 29 ai domiciliari – nell'operazione condotta dai Carabinieri e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Un'inchiesta che ha coinvolto anche il sindaco di Badolato Giuseppe Nicola Parretta, il suo vice Ernesto Maria Menniti ed il presidente del Consiglio comunale Maicol Paparo, che figurano tra le persone arrestate.
Ricostruito anche il ruolo di una famiglia di imprenditori edili di Badolato nella “gestione” della latitanza di Galllace, trovato in un bunker nell'ottobre 2021. Ma, sopra tutto, emerge il continuo ricorso alla violenza per perseguire i propri obiettivi, anche nel tentativo di controllare le scelte politiche ed amministrative.