Suor
Anna Donelli torna in libertà. Il tribunale del Riesame di Brescia ha infatti revocato gli arresti domiciliari alla religiosa arrestata a inizio dicembre nell'ambito di
un'inchiesta antimafia della Procura di Brescia.
Suor Anna è accusata di concorso esterno in associazione mafiosa. Da anni volontaria nelle carceri bresciane e a
San Vittore a Milano, è stata coinvolta nell'inchiesta su presunte infiltrazioni della 'ndrangheta nel territorio bresciano.
Le accuse
Secondo le indagini, suor
Anna Donelli "
si è messa a disposizione del sodalizio criminale per garantire il collegamento con i sodali detenuti in carcere". Durante l'interrogatorio di garanzia, la religiosa per due ore aveva raccontato la sua verità, rigettando ogni accusa. Il giudice per le indagini preliminari aveva però confermato gli arresti domiciliari, ora annullati dal tribunale del Riesame.
I legami con la famiglia Tripodi
Le persone coinvolte a
vrebbero favorito la cosca calabrese Tripodi, “sia al fine di conseguire vantaggi patrimoniali illeciti che di mantenere e rafforzare la capacità operativa del sodalizio e la fama criminale del gruppo criminoso”. Secondo le indagini della procura antimafia, a Galeazzi si sarebbe rivolto Stefano Terzo Tripodi che gli avrebbe proposto “da candidato sindaco al Comune di Castel Mella, di procurargli voti in cambio dell’ottenimento di appalti pubblici in occasione delle consultazioni comunali di Castel Mella del mese di ottobre 2021”.
Le misure
25 le misure notificate dagli investigatori della Polizia di Stato e dai militari della Guardia di Finanza, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Brescia, che hanno eseguito anche
un sequestro preventivo per oltre 1,8 milioni di euro. Numerose perquisizioni sono state effettuate nelle province di Brescia, Reggio Calabria, Milano, Como, Lecco, Varese, Verona, Viterbo e Treviso.
L’associazione – secondo gli inquirenti – era dedita alla commissione di estorsioni, traffico di armi e droga, ricettazioni, usura, reati tributari e riciclaggio. Contestato anche il reato di scambio elettorale politico mafioso. Contestualmente, militari dell’Arma dei Carabinieri del Comando provinciale di Brescia stanno eseguendo un’ulteriore ordinanza cautelare emessa nell’ambito dello stesso procedimento, anche nei confronti di promotori e partecipi dell’associazione ‘ndranghetista per reati della stessa specie, aggravati dal metodo mafioso.