Giubileo, al via anche nelle Diocesi calabresi: il messaggio di mons. Maniago

A cinque giorni dalla solenne cerimonia di apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro da parte di Papa Francesco ieri, in coincidenza con la festa della Santa Famiglia, nelle chiese particolari di tutto il mondo si è dato ufficialmente inizio alle celebrazioni del 25° Giubileo universale ordinario, che si tiene ogni quarto di secolo.
L'apertura dell'Anno Santo a Crotone
In tutte le diocesi calabresi si sono svolti i riti di apertura dell’Anno Santo: quello svoltosi a Crotone, al quale si riferiscono le immagini, è stato presieduto da monsignor Claudio Maniago, arcivescovo di Catanzaro-Squillace ed amministratore apostolico della diocesi di Crotone e Santa Severina fino all’insediamento del nuovo arcivescovo, Alberto Torriani, designato tre settimane fa dal Pontefice.
La cerimonia di apertura, puramente formale com’è accaduto nella maggior parte delle chiese di piccole e medie dimensioni, che non hanno una Porta Santa, si è svolta presso la Giubileo al via nelle diocesi calabresi, il tempio più recente costruito a Crotone ma anche quello più capiente, servendo una comunità molto numerosa di fedeli, abitanti dell’estrema periferia sul lato sud della città.
Il senso dell'attraversamento della porta
Vescovo e clero hanno dato vita al rito introduttivo nello spazio esterno di fianco alla sagrestia della chiesa, per poi farvi ingresso in processione per la Messa. Durante l’omelia, monsignor Maniago ha ricordato che il senso dell’attraversamento della porta per il cristiano altro non è che il passaggio obbligato per chi vuole seguire Gesù ed i suoi insegnamenti, sia per trovare redenzione e salvezza, sia per offrire un fattivo contributo nella vita della società.
Tempo di speranza
Rinnovando l’appello del Papa nella notte di Natale, il presule ha sottolineato che il Giubileo dev’essere tempo di speranza, di rinnovamento spirituale e di liberazione, occasione per riscoprire il valore della testimonianza e di manifestare attenzione ai più poveri, ai deboli, ai malati, ristabilendo l’imprescindibile rapporto tra fede ed azione e ridando speranza ad un’umanità che sembra aver smarrito il senso dell’eterno, protesa com’è a decidere della vita e della morte di interi popoli, in Palestina come in Ucraina.
Il cammino
Maniago ha detto che è sì vero e necessario che, nello spirito del Giubileo, i cristiani si mettano letteralmente in cammino, ma ha anche sottolineato che il cammino autentico per seguire il Signore è nella visita agli ammalati, in un’opera di carità, in un sorriso e nel conforto a chi soffre. Il Giubileo ci invita ad uscire di casa ed essere pellegrini, ma non pre-stabilisce mete e non fissa distanze.