Il prefetto di Cosenza, Rosa Maria Padovano, ha sospeso il Consiglio comunale di Scalea, dopo che nove consiglieri hanno presentato questa mattina le dimissioni "con effetto immediato e irrevocabili". Il prefetto, sussistendo i motivi di grave ed urgente necessità connessi all'impossibilità di assicurare il normale funzionamento degli organi elettivi, ha incaricato della provvisoria gestione del Comune Giuseppe Di Martino, viceprefetto, capo di Gabinetto della Prefettura di Cosenza, conferendogli i poteri spettanti al Sindaco, al Consiglio ed alla Giunta comunale. I consiglieri comunale dimissionari sono 7 di minoranza e due ex consiglieri di maggioranza, su 17 totali, che hanno firmato le dimissioni davanti ad un notaio "al fine di provocare lo scioglimento del Consiglio comunale di Scalea", si legge nell'atto. Il documento è stato sottoscritto dai consiglieri di minoranza Eugenio Orrico (Scalea bene comune), Francesco Silvestri, Giovanna Versace, Angelo Paravati e Raffaele D'Anna (Per Scalea), Giuseppe Angona (indipendente, ex consigliere maggioranza) e Giuseppe Torrano (indipendente, ex lista Perrotta entrato in consiglio al posto della dimissionaria Maria Teresa Faillace). A loro si sono aggiunti due consiglieri provenienti dal gruppo con il quale il sindaco Giacomo Perrotta aveva vinto le scorse elezioni comunali, ovvero, l'ex vicesindaco Annalisa Alfano e l'ex capogruppo di maggioranza in consiglio Giovanna Fiore (a sua volta entrata in consiglio al posto della dimissionaria Francesca Vittorino).
Le motivazioni
Lo scioglimento del Consiglio comunale di Scalea era nell'aria da giorni, soprattutto dopo il discusso passaggio del sindaco in Forza Italia, partito di numerosi consiglieri di minoranza. Decisione che aveva destato scompiglio, dal momento che la scelta del sindaco andava in contrapposizione con i consiglieri di maggioranza facenti parte di altri schieramenti politici, quali Movimento cinque stelle e Italia del Meridione. Da qui le dimissioni del presidente del Consiglio comunale, Gaetano Bruno, e la mozione di sfiducia presentata dalla minoranza a Perrotta, che però non era passata nel corso del Consiglio comunale convocato ad hoc. In quella occasione, otto consiglieri avevano votato a favore, sette contro, e Bruno era uscito dall'aula prima del voto.
La reazione del sindaco
"È stato un onore servire il mio paese. I traditori sono e resteranno tali in eterno. A brevissimo, a mente fredda, farò una diretta in cui analizzeremo la situazione chiamando le cose per nome e cognome. E poi ci vedremo in campagna elettorale. A presto e grazie ancora a tutti"