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Traffico di droga dal Sudamerica gestito tra Lombardia e Calabria: 20 arresti

Traffico di droga dal Sudamerica gestito tra Lombardia e Calabria: 20 arresti
Un’operazione congiunta dei militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Pavia e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO), coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Milano, ha portato all’arresto di 20 persone accusate di appartenere a un’organizzazione dedita al traffico di stupefacenti. Gli arresti, avvenuti nelle province di Pavia, Milano, Reggio Calabria, Lecco e Piacenza, sono stati eseguiti in seguito a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Milano.

Una rete internazionale ben strutturata

L’organizzazione criminale avrebbe operato attraverso una struttura articolata in cellule, con il compito comune di importare e distribuire grandi quantitativi di droga, principalmente cocaina e hashish, nella città di Milano e nelle aree circostanti. Le indagini avrebbero svelato una realtà complessa e interconnessa, composta da elementi di spicco del narcotraffico lombardo e da collaboratori con legami internazionali.

L'alleanza con i Barbaro di Platì (RC)

Gli investigatori avrebbero accertato che il gruppo criminale aveva preso il controllo delle attività in zone strategiche, sostituendo i precedenti dominatori della scena, i Flachi della Comasina, e stabilendo una forte alleanza con i Barbaro di Platì, attivi a Cologno Monzese. La rete si sarebbe avvalso inoltre della collaborazione di organizzazioni criminali albanesi e sudamericane, con basi operative in Sudamerica per gestire le spedizioni di cocaina verso l’Europa.

Traffico di droga e riciclaggio: i numeri dell’operazione

Le indagini hanno portato alla luce l’importazione di: 1000 chili di cocaina, 1000 chili di hashish, 173 chili di eroina. Durante l’operazione sono stati sequestrati 250 chili di droga e 800 mila euro in contanti, intercettati mentre venivano trasferiti all’estero. Complessivamente, la vendita di stupefacenti avrebbe generato un giro d’affari di circa 11 milioni di euro, denaro poi nascosto attraverso complessi sistemi di riciclaggio.

I canali di riciclaggio: focus sul sistema cinese

Il denaro derivante dal traffico di droga veniva movimentato tramite canali di "banca sommersa" (underground banking), gestiti da collettori di origine cinese. Questo sistema, noto come fei eh 'ien, garantiva trasferimenti di denaro all’estero in totale anonimato, sottraendolo al controllo delle autorità italiane e rendendo difficile la tracciabilità dei fondi illeciti.