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«Aumentano le aggressioni ai sanitari»: la denuncia della Uil

«Aumentano le aggressioni ai sanitari»: la denuncia della Uil
Trentadue episodi di violenza nel solo 2023, che hanno coinvolto 39 operatori della sanità pubblica calabrese. Aggressioni talvolta fisiche, spesso verbali, che in alcuni casi hanno prodotto anche danni a strutture e macchinari. È aumentato notevolmente negli ultimi anni, e sta crescendo ancora, il numero di aggressioni al personale sanitario, che spesso si consuma nei Pronto soccorso. I dati li ha forniti la Uil, che sta lanciando la campagna di sensibilizzazione "Proteggere chi ci Protegge", cui però – afferma la segretaria della Uil Calabria, Mariaelena Senese – vanno affiancate politiche serie di sostegno alla sanità pubblica. A confronto spesso si trovano realtà esasperate, sia pure per ragioni diverse. Da un lato personale sanitario non sufficiente, costretto a turni massacranti, sottopagato e talvolta privo di mezzi e macchinari adeguati alle necessità. Dall'altro persone malate, spesso costrette ad attese estenuanti, che rivendicano un diritto sancito dalla Costituzione ma non sempre garantito. E poi c'è l'altro nodo, quello che è alla base di tutto il percorso di involuzione del sistema sanitario pubblico: "Negli ultimi decenni - afferma Senese - si è investito poco e male nella sanità pubblica, e privilegiare la sanità privata è stata una precisa scelta politica. Dall'altro lato in Italia ci sono milioni di persone che rinunciano alle cure perché sono troppo povere per accedervi. Per questo la Uil chiede che la sanità pubblica torni ad essere un diritto per come previsto dalla Costituzione, che sia uguale per tutti i cittadini, da Reggio Calabria a Bolzano".