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Prevenire e sensibilizzare la comunità sulle intossicazioni da funghi

Prevenire e sensibilizzare la comunità sulle intossicazioni da funghi
Ogni anno, in Italia, migliaia di persone sono vittime di intossicazioni causate dal consumo di funghi spontanei. Un fenomeno che rappresenta una seria minaccia per la salute pubblica, soprattutto nelle aree in cui la raccolta di funghi è una tradizione radicata. Secondo i dati raccolti in Calabria tra il 2012 e il 2023, si sono verificati 31 casi di avvelenamento grave, di cui alcuni dai risvolti drammatici.

Le specie pericolose

Tra le specie responsabili, spiccano l’Amanita verna e l’Amanita phalloides, conosciute per la loro elevata tossicità, e la Lepiota brunneoincarnata. La prima è stata responsabile di 7 casi di intossicazione, la seconda di 13, mentre la Lepiota brunneoincarnata ha causato altri 11 casi. Complessivamente, queste intossicazioni hanno portato a 5 decessi e reso necessari 2 trapianti d'organo, cifre che evidenziano la gravità della situazione e l’urgenza di interventi preventivi.

Sensibilizzare: la mission dell'Asp di Cosenza

Questi dati pongono l’accento sull'importanza della sensibilizzazione e dei controlli. Gli esperti raccomandano una maggiore attenzione da parte dei consumatori di funghi spontanei, sottolineando come l’identificazione corretta dei funghi sia essenziale per evitare rischi mortali. Ed è proprio su questo aspetto che l'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza ha promosso a Camigliatello Silano un convegno sulla prevenzione dalle intossicazioni da funghi, organizzato insieme alla Regione Calabria e all'Arsac. interviste: Martino Rizzo - dir. sanitario Asp Cosenza Fulvia Caligiuri - commissaria Arsac