Nuova intimidazione al testimone di giustizia Tiberio Bentivoglio

Nuova intimidazione al testimone di giustizia Tiberio Bentivoglio. Ignoti nei giorni scorsi hanno dato fuoco ad un deposito agricolo all'interno di una sua proprietà a Reggio Calabria: le fiamme hanno distrutto la rimessa dove all'interno vi erano macchinari agricoli.
La figura
Tiberio Bentivoglio è un imprenditore calabrese e figura simbolica della lotta contro la 'ndrangheta. Proprietario di una sanitaria a Reggio Calabria, Bentivoglio si è distinto per la sua resistenza contro le richieste estorsive della criminalità organizzata, che ha rifiutato di piegarsi al "pizzo" nonostante le minacce e gli atti di violenza che hanno colpito lui, la sua famiglia e la sua attività.
Dal 1992, Bentivoglio ha subito numerose intimidazioni e attacchi, tra cui l’incendio del suo negozio, spari contro la sua attività e anche un tentato omicidio nel 2011, in cui fu gravemente ferito. La sua storia è diventata nota a livello nazionale grazie all'impegno di associazioni come Libera, che sostiene le vittime della mafia.
Le reazioni
Occhiuto: «Solidarietà a Bentivoglio, Calabria ripudia la ‘ndrangheta»
«Solidarietà a Tiberio Bentivoglio, testimone di giustizia, vittima di un’ennesima grave intimidazione. La sua determinazione nell'affermare i principi della legalità sono una testimonianza di autentico coraggio e un esempio positivo anche per le istituzioni. Auspico che lo Stato, in tutte le sue articolazioni, individui gli autori di queste azioni violente e metta in campo tutti gli strumenti possibili per tutelare Bentivoglio. La Calabria che faticosamente sta cambiando volto, affrontando con rinnovato spirito le sfide del presente in ogni ambito della vita sociale ed economica, ripudia la 'ndrangheta e ogni forza criminale che tenta di infangare l'immagine della nostra splendida Regione». Così il presidente della Regione, Roberto Occhiuto.
Molinaro: «Mantenere la scorta a Bentivoglio»
«E' un episodio che fa gelare il sangue la nuova ed ennesima intimidazione al testimone di giustizia Tiberio Bentivoglio a Reggio Calabria. L’incendio sicuramente doloso avvenuto nel suo frutteto ha distrutto un capannone e macchinari. Bentivoglio non può certamente lottare da solo dopo i ripetuti attentati anche alla sua incolumità che hanno messo in pericolo la sua famiglia. L’imprenditore nel corso degli anni, denunciando, ha dimostrato e testimoniato una volontà ferrea. Certamente quando si ha questo coraggio, si provocano crude sensazioni nella consapevolezza di essere nel mirino di un clan 'ndranghetista. Oltre alla scontata solidarietà, faccio appello al sig. Prefetto di Reggio Calabria affinchè la scorta, che in questo caso non è sicuramente uno status symbol, che è stata revocata a livello nazionale possa essere mantenuta in Calabria dopo una valutazione dei rischi fatta dalle forze di polizia implementati da ulteriori elementi a disposizione del sig. Bentivoglio. Le mafie come si è visto in questo caso non dimenticano e la protezione non può avere una scadenza, non può essere un foglio di carta con un timbro». Lo ha dichiarato Pietro Molinaro, presidente della Commissione Consiliare anti 'ndrangheta a Palazzo Campanella.
Falcomatà: «La comunità si stringa a lui condannando questa ennesima vile intimidazione»
“Esprimiamo la più totale ed incondizionata solidarietà e vicinanza a Tiberio Bentivoglio ed a tutta la sua famiglia, vittime dell’ennesima vile e barbara intimidazione da parte di chi vorrebbe tenere sotto una cappa le persone oneste, perbene e coraggiose del nostro territorio”. Il sindaco del Comune e della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, interviene a sostegno dell'imprenditore e testimone di giustizia.
“L’appello è alle forze sane della città - ha continuato - affinché Bentivoglio possa sentire tutto il calore della comunità intera che si oppone, con forza e determinazione, a logiche che nulla hanno a che fare col vivere democratico e civile. La Reggio Calabria laboriosa e onesta è stanca della ‘ndrangheta e di qualsiasi altra forma di criminalità, organizzata e non. La stragrande maggioranza dei reggini, infatti, ripudia la mafia e chi si macchia di simili azioni criminali, oltraggiando la quiete dei cittadini perbene e l’immagine dell’intera città”.
“Confido fortemente nell’operato degli organi inquirenti e delle forze dell'ordine - ha proseguito il sindaco Falcomatà - e sono certo che questi balordi verranno presto individuati e puniti per come meritano. Allo stesso tempo, è necessario continuare a mantenere alto il livello di protezione per Tiberio Bentivoglio ed i suoi cari, costretti a vivere una condizione di paura ed insicurezza che sembra non aver mai fine”.