Vai al contenuto
PUBBLICITÀ

"Nemesis", il Riesame scarcera Seminario: cade il concorso esterno

"Nemesis", il Riesame scarcera Seminario: cade il concorso esterno
Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha disposto gli arresti domiciliari per Francesco Seminario, sindaco di Casabona, arrestato lo scorso 4 ottobre nell'ambito dell'operazione "Nemesis", coordinata dalla Dda di Catanzaro. Subito dopo l’arresto, ha rassegnato le dimissioni irrevocabili dalla carica di primo cittadino.

Cade l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa

Seminario era stato posto in custodia cautelare con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio. Tuttavia, il Tribunale del Riesame, nell'ordinare la scarcerazione, ha annullato l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, lasciando pendente solo l'imputazione per voto di scambio.

L'inchiesta

L’inchiesta ha fatto luce sulle presunte interferenze del clan locale nell'amministrazione di Casabona, una situazione già nota alla Dda a seguito dell’operazione “Stige” del 2018. Secondo gli inquirenti, dopo l’arresto di Francesco Tallarico, ex amministratore del comune, il gruppo criminale sarebbe stato ricostituito sotto la guida di Carlo Mario e dei figli Daniele, Ludovico e Sergio, sostenuti da altri membri, tra cui Luigi Gagliardi, Francesco De Paola, Cataldo Poerio e Giuseppe Pullerà. Il loro obiettivo, secondo la Dda, era influenzare le scelte amministrative dopo il termine del commissariamento seguito allo scioglimento del Comune nel 2019. A tale scopo, si sarebbe arrivati a un accordo per sostenere la candidatura di Seminario.

La tesi della difesa

Gli avvocati difensori di Seminario, Pino Napoli e Gina Squillace, hanno contestato le accuse, sostenendo l’esistenza di errori e travisamenti da parte degli inquirenti. Tra le incongruenze segnalate, una conversazione intercettata tra Seminario e il legale del Comune, riguardante l’assunzione di un tecnico sospettato di legami con la cosca Tallarico. Secondo i legali, Seminario stava discutendo di una causa intentata da una dipendente con lo stesso cognome del tecnico, il quale, hanno precisato, aveva collaborato gratuitamente per il Comune. È stata contestata anche l'accusa secondo cui Seminario avrebbe consentito alla compagna di un arrestato di lavorare senza green pass; i difensori hanno chiarito che l’assunzione era stata gestita dal Centro per l’impiego di Cirò Marina e che il controllo del green pass non rientra nelle responsabilità del sindaco. Infine, per quanto riguarda l'assunzione di Giuseppe Pullerà, uno degli indagati, i legali hanno mostrato che aveva già lavorato per ditte appaltatrici del Comune in passato.