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Al Romolo Hospital un innovativo intervento chirurgico a paziente sveglio

Al Romolo Hospital un innovativo intervento chirurgico a paziente sveglio
Presso la Casa di Cura Romolo Hospital, l'Unità Operativa di Urologia guidata dal primario Stefano Alba - in collaborazione con l'equipe anestesiologica - ha recentemente portato a termine con successo un intervento chirurgico di cistectomia radicale combinata ad una nefroureterectomia per neoplasia, eseguito con tecnica laparoscopica 3D mini-invasiva in anestesia neuroassiale, dunque a paziente sveglio.

Il caso

Il paziente, un uomo di 80 anni, al quale è stato diagnosticato un tumore a carico di entrambi gli organi ed affetto anche da rilevanti patologie, è stato dimesso dopo quattro giorni in buone condizioni cliniche, dimostrando l'efficacia e la sicurezza di questo approccio innovativo.

Alba: «Una sfida importante»

«Riuscire ad effettuare una chirurgia complessa come quella laparoscopica in un paziente sveglio rappresenta una sfida importante che permette di offrire un vantaggio soprattutto ai pazienti fragili o con determinate comorbidità, riducendo i rischi e le problematiche legate all'anestesia generale" - ha dichiarato il dottor Alba.

Un'esperienza già maturata

Questo straordinario intervento dà seguito all'esperienza già maturata dall'equipe medica della Romolo Hospital che, per prima, nel panorama internazionale ha portato avanti la ricerca su questo tema, come attestano due pubblicazioni nel 2023 su riviste scientifiche internazionali relativamente alla prostatectomia radicale laparoscopica e alla nefrectomia parziale laparoscopica in anestesia neuroassiale, in paziente sveglio. Quest'ultima è stata presentata in occasione del 96° Congresso Nazionale della Società Italiana di Urologia (SIU) del 2023, svoltosi a Roma e al 23° Congresso Nazionale di Endourologia svoltosi a Verona del 2024, confermando che l'uso dell'anestesia neuroassiale può ridurre significativamente i rischi di complicazioni post-operatorie e accelerare i tempi di recupero, aprendo nuove prospettive nel campo della chirurgia mini-invasiva.

«L'anestesia neuroassiale non sostituisce l'anestesia generale»

Il dottor Stefano Alba e l'anestesista dottor Ferdinando Chiaravalloti, che si occupa da anni di anestesia neuroassiale, sottolineano: «L'anestesia neuroassiale non sostituisce l'anestesia generale, ma può rappresentare una valida alternativa in determinati pazienti, un background ulteriore che può rafforzare ulteriormente il concetto di mini-invasività, reso possibile dalle moderne tecniche laparoscopiche e robotiche». (in copertina foto di repertorio)