Istituto bancario finanziava società controllate dalla 'ndrangheta

La Guardia di Finanza di Milano ha sottoposto ad amministrazione giudiziaria una banca d’affari milanese. Il provvedimento è stato disposto dopo un approfondimento dei rapporti tra l’istituto finanziario e soggetti legati a consorterie di ‘ndrangheta. In particolare è stato accertato come diverse società indirettamente gestite da soggetti vicini alla 'ndrangheta hanno beneficiato negli anni di finanziamenti erogati dal citato istituto di credito con assistenza di garanzie statali previste dal Fondo Centrale di Garanzia a favore delle P.M.I. del Mediocredito Centrale, accedendo così agli aiuti di stato a sostegno dell’economia nell’emergenza del COVID-.19, e a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina.
Le indagini
Secondo la Procura di Milano, la Banca avrebbe eluso le normative antiriciclaggio, erogando prestiti a società coinvolte in attività criminali. Il procuratore Marcello Viola ha spiegato in una nota come l’istituto avrebbe finanziato aziende accusate di trasferimento fraudolento di valori, alcune delle quali operavano con l'aggravante del metodo mafioso. In particolare, sarebbe emerso il legame con la 'locale' di 'ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo, nella provincia di Varese. Il provvedimento di amministrazione giudiziaria è stato eseguito dalla Guardia di Finanza sulla base del Codice Antimafia e rientra in un quadro più ampio di indagini volte a chiarire i rapporti tra la banca e la criminalità organizzata. Diverse società, indirettamente controllate da affiliati alla 'ndrangheta, avrebbero beneficiato negli anni di finanziamenti concessi con garanzia statale. I giudici del Tribunale di Milano hanno definito "opaco e discutibile" il modus operandi della Banca, che avrebbe di fatto trasferito il rischio di insolvenza sulle casse dello Stato. Il denaro erogato, garantito da fondi pubblici, è finito nelle mani della criminalità organizzata, generando "ingenti guadagni" per i clan.