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GLI SPECIALI DI VIDEO CALABRIA | La casa del tartufo è a Montegiordano

GLI SPECIALI DI VIDEO CALABRIA | La casa del tartufo è a Montegiordano
Lo scrittore statunitense Richard Bach ha detto: quanto più mi piace fare qualcosa, tanto meno la chiamo lavoro. Sono pochi, pochissimi coloro che hanno la fortuna di far coincidere occupazione e passione: Egidio Sassone è fra questi. A Rocca Imperiale in molti lo ricordano, giovanissimo, seconda metà degli anni ’90, andare per i boschi coi suoi cani alla ricerca di tartufi. Era un antesignano: in Calabria ci sono sempre stati tantissimi cercatori di funghi commestibili. Non, però, di tartufi.

Il successo della Sassone Tartufi

Tuttavia le cose stanno cambiando, anche in fretta, ed il successo della Sassone Tartufi, nata appena 8 anni fa come azienda squisitamente familiare, ha un peso specifico notevole in tutto questo. Da pochi giorni è stato ufficialmente inaugurato, a Montegiordano, lo stabilimento nel quale avverrà tutto il ciclo produttivo del tartufo raccolto in Calabria, un capannone nel quale l’azienda, peraltro, si era spostata dalla primavera scorsa.

Calabria terra ottimale per il tartufo

La Calabria è una terra in cui il tartufo trova le condizioni ottimali per riprodursi, vale a dire la natura quasi ovunque calcarea e ad alta alcalinità del territorio collinare e montano, ed il clima temperato. Nella nostra regione trovano favorevoli condizioni di crescita diverse specie, dal tartufo bianco, il più ricercato, al brumale, dallo scorzone all’uncinato. E, all’ombra di querce e lecci, trionfa il tartufo nero pregiato, la cui raccolta inizierà fra poco. Egidio Sassone ha avuto la vista lunga: il suo tartufo viene esportato in 53 paesi, ma l’obiettivo è quello di triplicare il target. La stessa inaugurazione del nuovo stabilimento, per quanto importante, è considerata non un punto d’arrivo, ma la tappa di un percorso di crescita appena iniziato e di cui va fiero, soprattutto per essere riuscito a contribuire alla crescita socio-economica del comprensorio al confine tra Calabria e Basilicata. Il tartufo calabrese nulla ha da invidiare a quelli di Alba e Norcia, le due capitali, per così dire, del tartufo italiano. Lo hanno decretato gli studiosi che, alla fine dello scorso maggio, a Rende, hanno partecipato al primo convegno nazionale sul tartufo calabrese. E che lavoreranno, come spiega il dirigente del Crea, Innocenzo Muzzalupo, per costruire la strada della tracciabilità del prodotto.

Qualità elevata

Caratterizzazione e tracciabilità potranno ulteriormente esaltare l’elevatissima qualità del tartufo calabrese ed anche creare condizioni per favorirne la penetrazione sui mercati. Teodoro Gigliotti, micologo e delegato nazionale dell’associazione italiana dei tartufai, intravede spiragli assai interessanti nella filiera che parte dalla raccolta ed attraverso la vendita giunge fino alla lavorazione del prodotto nella sua terra d’origine. È evidente che per Montegiordano la Sassone Tartufi è pura grazia. Ed il sindaco, Rocco Introcaso, non usa giri di parole per ribadirlo.

Il primo violino tartufo al mondo

Il violino è lo strumento più affascinante e difficile, divino o diabolico a seconda della visione soggettiva del mondo. Sulle orme paterne, Marco Corrado ha la sua liuteria a Montegiordano. Ha costruito il primo violino tartufo al mondo utilizzando il legno di leccio e rovere degli alberi accanto ai quali crescono i tartufi. La violinista che lo ha suonato, Giusy Stano, lo ha giudicato di straordinaria qualità. Musica per le orecchie e per il palato. interviste: Egidio Sassone – Sassone Tartufi Innocenzo Muzzalupo – Dirigente di ricerca CREA Teodoro Gigliotti – Delegato Associazione nazionale Tartufai Rocco Introcaso – Sindaco di Montegiordano Marco Corrado – Liuteria Jonica