Furti di veicoli ed estorsioni, blitz dei Carabinieri: cinque arresti a Cosenza

Sei persone sono state arrestate nell’ambito di un’operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia di Cosenza, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria e delle unità speciali del 14° Battaglione di Vibo Valentia. Gli indagati, accusati di furti aggravati di veicoli e attività estorsive, sono stati sottoposti a diverse misure cautelari: 2 in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 1 con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le accuse riguardano una serie di furti di autoveicoli avvenuti a Cosenza e in altre località della provincia, seguiti da richieste estorsive, il cosiddetto "cavallo di ritorno", in cui le vittime venivano ricattate per riavere indietro i propri veicoli.
Le indagini
Le indagini, condotte dalla Sezione Operativa dei Carabinieri, avrebbero svelato un’organizzazione criminale strutturata e attiva dal 2023. Grazie a intercettazioni telefoniche e attività di sorveglianza, gli investigatori avrebbero ricostruito in dettaglio il modus operandi della banda, che operava con metodi ben rodati: l’individuazione dei veicoli da rubare, l’utilizzo di attrezzature specifiche per il furto, il trasferimento dei mezzi rubati in siti nascosti e la successiva richiesta di denaro alle vittime in cambio della restituzione.
In un anno almeno 18 furti e 3 estorsioni
Cinque degli arrestati sono accusati di associazione a delinquere (art. 416 c.p.), avendo formato una rete criminale con una precisa divisione dei compiti, radicata in una zona ad alta densità criminale di Cosenza. Tra il 2023 e il 2024, il gruppo avrebbe portato a termine almeno 18 furti di veicoli e 3 estorsioni documentate.
Durante le indagini, il 29 dicembre 2023, tre persone sono state arrestate in flagranza di reato a Rende mentre tentavano di rubare un’auto. Una di queste risulta ora tra gli arrestati in carcere, mentre le altre due si trovano ai domiciliari.
Perquisizioni ad altri 8 indagati
Nell'ambito dell’operazione, sono state effettuate anche perquisizioni personali e domiciliari a carico di ulteriori otto indagati, ai quali è stato notificato l’invito a comparire per “interrogatorio preventivo”, come previsto dalle nuove normative.