Concerti nella sua Crotone ne aveva già tenuti,
si era esibito nel 2005 in piazza Pitagora, nel 2007 al porto vecchio, l’ultima volta, 8 anni fa, a Capo Colonna. A teatro mai. Ieri sera (e stasera si replica)
Sergio Cammariere ha colmato il vuoto eternandosi perché
è lui ad avere riempito il boccascena del nuovo teatro intitolato a Vincenzo Scaramuzza, inaugurato appena lunedì scorso. Più che un concerto,
un abbraccio: di reciproca gratitudine con gli spettatori concittadini, che nel 2003 salutarono coi lucciconi il secondo crotonese, anche lui terzo,
sul podio del Festival di Sanremo.
Il "Pitagora d'oro"
Ma per uno come Cammariere, rendimento sicuro sul palco, dove si trasforma,
il momento più solenne ed atteso era quello di ieri pomeriggio quando nell’aula consiliare del palazzo comunale
ha ricevuto la seconda edizione del ‘Pitagora d’oro’ istituito un anno fa, ed assegnato a
Gerardo Sacco, per rendere merito a chi ha, con la sua arte, permesso
a Crotone di gonfiare il petto d’orgoglio. Nella stanza del sindaco, circondato dai microfoni,
molto più a suo agio rispetto all’emozione che svelava il suo carattere introverso, Sergio Cammariere ricorda di avere iniziato ben 50 anni fa, lui ne aveva appena 14,
pianista nella hall dell’hotel Casarossa. Una strada lunghissima, tanti enormi sacrifici, sublimati dalla riconoscenza, sentimento raro e che di solito genera crediti beffardamente inesigibili.
In un tempo in cui la mescolanza di stili ha ridefinito, a volte abbattuto i confini di rock, pop, folk, elettronica, rap, fino a rendere a volte impossibile riconoscere i nuovi generi musicali, e la tecnologia ha reso accessibile a chiunque la produzione,
uno come Sergio Cammariere fatica a riconoscersi, pur senza perdere la speranza.