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CALCIO | Serie C: l'Avellino passeggia sulle rovine del Crotone

CALCIO | Serie C: l'Avellino passeggia sulle rovine del Crotone
Fragile come un cristallo di Boemia dal punto di vista mentale, il Crotone si consegna all’Avellino, ne prende altri quattro di fronte ai propri sbigottiti tifosi, peggior difesa del girone C con 18 reti al passivo ed ora, incistato al quart’ultimo, affollatissiomo posto, deve solo guardarsi alle spalle.

Un difetto strutturale

Non è più questione di uomini o di modulo: siamo al vorrei ma non posso, questa è l’amarissima verità. Prima se ne prende atto, meglio sarà per tutti. Se gli avversari vanno al tiro già dopo 50 secondi, destro di Patierno alzato da D’Alterio sopra la traversa, significa che il difetto è strutturale, altro che 4-2-3-1. Gomez, che pensava di festeggiare la 300^ da professionista e che è uno dei pochi da far salire sull’arca della salvezza, ci prova saltando sul primo palo al 19’: non inquadra la porta, ma quanti miracoli gli si può ancora chiedere? La seconda scossa, al 37’, apre le prime crepe: cross basso di Gori da sinistra, Groppelli, che aveva preso il posto di Giron, salva in spaccata. L’unica giocata rossoblu da ricordare, al 41’, è la combinazione fra Gomez, assist di tacco, e Tumminello, che usa la finta come leva e poi si gira sul sinistro, non troppo forte, bloccato a terra da Iannarilli. Si fa male anche Di Pasquale, l’arbitro allunga il recupero ed al 51’ arriva la sentenza: D’Ausilio pesca nel cuore dell’area Sounas, Vitale non lo segue ed il greco di testa, in diagonale, supera D’Alterio.

L'arresa nel secondo tempo

Nella ripresa la tenerezza diventa inconsistenza, come e peggio delle altre volte in cui i rossoblu erano andati in svantaggio. Dopo 5’ D’Ausilio sgasa che sembra una Ferrari, Cargnelutti e Groppelli, al confronto, una Panda e una Punto, e sul taglio Sounas, liberissimo dalla parte opposta, deve solo spingere in rete. Gomez si dimena inutilmente, ma al quarto d’ora si arrendono anche i quattro o cinque che nutrono speranze: stessa dinamica del raddoppio, altri interpreti, De Cristofaro che mette il cross, Patierno che gira in porta. Armini che allarga le braccia è struggente malinconia.

Quando tutto è perduto si ritrova noi stessi...

Ora è poco più che un allenamento. D’Alterio nega la doppietta a Patierno al 31’, Vano si vede annullare un gol al 37’ ma è la facilità con cui gira in rete da due passi a raggelare. Infine, al secondo dei quattro di recupero, va in gol anche Russo. Cesare Pavese diceva che quando tutto è perduto si ritrova noi stessi. Sarebbe interessante sapere se intendeva: onore compreso.