Maysoon Majidi, l’attivista iraniana di 28 anni impegnata nella difesa dei diritti delle donne,
resterà in carcere.
Il Tribunale di Crotone ha rigettato,
per la quinta volta, la richiesta di concessione degli
arresti domiciliari avanzata dal suo difensore,
l’avvocato Giancarlo Liberati. Majidi, arrestata il 31 dicembre scorso
con l’accusa di essere stata uno degli scafisti di uno sbarco di migranti, è imputata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
"Esigenze cautelari"
Alla richiesta si era opposto il pubblico ministero
Maria Rosaria Multari, mentre la difesa aveva proposto l’uso di un braccialetto elettronico per evitare il rischio di fuga. Tuttavia, il Tribunale ha respinto l’istanza,
giustificando la decisione con la presenza di "esigenze cautelari" ben definite.
Udienza il 18 ottobre
Maysoon Majidi
si è sempre dichiarata innocente e nei mesi scorsi ha anche intrapreso
uno sciopero della fame per protesta. Intanto, rimane in attesa di un’altra decisione cruciale:
l’istanza di revoca dell’ordinanza di custodia cautelare, su cui il Tribunale del riesame di Catanzaro si pronuncerà nell’udienza fissata per
il 18 ottobre.