Vai al contenuto
PUBBLICITÀ

Sentenza Bergamini, la sorella: "Ho pensato a Denis ed ai miei genitori"

Sentenza Bergamini, la sorella: "Ho pensato a Denis ed ai miei genitori"
"Quando ho capito che la giustizia arrivava, la mia testa è andata a mio fratello, a mio padre che non c'è più e a mia madre che è ancora in vita ma che probabilmente non riuscirà a capire per la sua malattia". Così Donata Bergamini, sorella di Denis, ha commentato la sentenza della Corte d'assise di Cosenza che ha condannato l'ex fidanzata di Denis, Isabella Internò, a 16 anni di reclusione per omicidio volontario premeditato.

Donata Bergamini: "Avevamo ragione, Denis è stato ucciso"

"Ho pensato subito - ha aggiunto - ai miei figli che hanno finalmente smesso di portarsi dietro questa macchia. Gli ho sempre detto che nella giustizia bisogna avere fiducia che prima o poi la giustizia arriva. Ho provato felicità anche per i miei nipoti che non subiranno quello che hanno subito i miei figli". Donata, che in questi anni non ha perso un'udienza del processo, nella lunga attesa per la sentenza ha avuto al suo fianco i figli. "Cosa ho provato vedendo Internò? Niente. Non mi ha fatto nessun effetto perché quella persona li per me era già in carcere prima" ha aggiunto. "Per quanto riguarda l'aula - ha detto Donata Bergamini - devo ringraziare i miei avvocati perché se siamo arrivati a questo punto, oltre alla Procura di Castrovillari, l'impegno grande è stato dei miei avvocati non solo per quanto riguarda l'impegno morale ma anche l'impegno fisico. Riguardo all'esterno ringrazio gli amici di Denis, gli abitanti della mia regione che mi sono stati vicini; ma il ringraziamento più grande va alla città di Cosenza, partendo dai tifosi poi da tutte le persone che mi sono state vicine in questi anni. Ho avuto un calore enorme. E' quel calore che mio fratello sentiva a Cosenza e che lo ha spinto a non andare in una squadra più importante ma ha preferito rimanere qui". "L'entità della pena non mi interessa in questo momento - ha concluso la sorella di Denis commentando la sentenza - per me la cosa più importante era che quello che sia io che mio padre avevamo subito visto dall'inizio, quello che dicevamo era vero, che Denis era stato ucciso".

Anselmo: "Con altri pm non saremmo stati qua dopo 35 anni"

"Oggi possiamo dire che Denis è stato assassinato, ma con altri pm ed altri inquirenti non saremmo stati ancora qui dopo 35 anni". A parlare è l'avvocato Fabio Anselmo, che ha accompagnato passo dopo passo la battaglia di Donata Bergamini nell'ultima parte della lunga strada che ha portato alla sentenza.  "Ci speravamo e abbiamo sempre avuto fiducia nella giustizia. E' chiaro - ha tenuto a sottolineare - che se avessimo avuto questa Procura e questi pm fin dal primo momento non ci sarebbero voluti 35 anni. Quel che dico sempre è che la giustizia è degli uomini e gli uomini non sono tutti uguali e quindi la giustizia non è sempre uguale"