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Denis Bergamini fu ucciso: dopo 35 anni lo dice anche la Giustizia

Denis Bergamini fu ucciso: dopo 35 anni lo dice anche la Giustizia
35 anni di attesa, 3 di processo ed 8 ore di Camera di Consiglio perchè fosse riconosciuta anche dalla giustizia una verità che i fatti, la famiglia e gli amici urlavano fin dall'inizio. Donato “Denis” Bergamini non si è suicidato: il 18 novembre del 1989 il calciatore del Cosenza è stato ucciso. E del suo omicidio è responsabile l'ex fidanzata Isabella Internò, insieme ad altri. Lo dice la sentenza di primo grado emessa dai giudici della Corte d'assise di Cosenza, presieduta da Paola Lucente, che hanno condannato la donna a 16 anni di reclusione per omicidio volontario premeditato, aggravato anche dai futili motivi, in concorso con ignoti. Era stata lei, fin dal primo momento, a indirizzare verso la tesi del suicidio, raccontando che Denis si era “tuffato” sotto un camion a Roseto Capo Spulico proprio sotto i suoi occhi. Una verità messa in dubbio dal corpo del ragazzo, rimasto praticamente intatto, ma anche da una serie di altre incongruenze che per anni sono state ignorate. Tanto da far parlare la pubblica accusa ed i legali di parte civile di indagini sciatte e di autentici depistaggi, fatti di dichiarazioni false, di documenti alterati, di testimonianze ritrattate. Tutte circostanze che la sentenza di primo grado ha riconosciuto talmente probabili da disporre la trasmissione alla Procura degli atti di Assunta Trezzi, Concetta Tenuta, Dino Pippo Internò, Roberto Internò, Michelina Mazzuca, Luigi D’Ambrosio e Raffaele Pisano per falsa testimonianza.

Atti in Procura perchè indaghi Roberto Internò

Denis Bergamini, dunque, fu ucciso e solo dopo posizionato sotto il camion, che lo sormontò a velocità poco sostenuta. E secondo la sentenza, l'omicidio avvenne in concorso con altri. Uno dei possibili coautori, secondo i giudici, potrebbe essere Roberto Internò, cugino di Isabella, per il quale gli atti sono stati inviati in Procura perchè indaghi su di lui per omicidio. Per Internò la Procura aveva chiesto la condanna a 23 anni di carcere. Si chiude così un processo iniziato il 25 ottobre del 2021, al quale si è arrivati dopo due riaperture dell'inchiesta e la riesumazione della salma del calciatore. Proprio quella riesumazione è stata decisiva perchè alcuni esperti stabilissero in maniera scientifica che al momento del sormontamento da parte del camion Bergamini era già morto. Alla lettura della sentenza hanno assistito anche l'imputata ed i suoi familiari raramente presenti nelle udienze precedenti; il marito di Isabella Internò ha accusato un malore. I legali Rossana Cribari e Angelo Pugliese hanno preannunciato il ricorso in Appello. In aula, come sempre, la sorella di Denis, Donata, accompagnata dai suoi figli. Ma anche tanti ex compagni di squadra del calciatore, tifosi storici del Cosenza e padre Fedele Bisceglia. Fuori dal Tribunale gli Ultras, con l'enorme striscione con la scritta Verità per Denis e la maglia di Bergamini, la numero 8, stretta tra le mani del suo compagno di stanza Gigi Simoni.