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Mons. Panzetta saluta Crotone e si toglie qualche sassolino dalla scarpa

Mons. Panzetta saluta Crotone e si toglie qualche sassolino dalla scarpa
Mons. Angelo Panzetta ha salutato ieri sera l'Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina durante l'ultima celebrazione eucaristica organizzata nella chiesa di San Paolo. Panzetta, infatti, è in procinto di partire per Lecce poichè è stato nominato da Papa Francesco arcivescovo coadiutore a fine agosto. Nella serata di ieri tante le emozioni durante l'ultimo incontro con l'Arcidiocesi pitagorica. Il cammino di Panzetta a Crotone è iniziato il 5 gennaio 2020: sono stati quattro anni e mezzo intensi per il presule che ha da subito fatto i conti con la pandemia, poi l'alluvione che ha colpito il Crotonese a novembre di quell'anno, le celebrazioni in onore della Madonna di Capocolonna bersaglio di numerose critiche; ma anche cose positive, come l'inizio dei lavori di ristrutturazione della Basilica Cattedrale.

«Mi porto solo il bene»

Ieri sera, al termine dell'omelia, mons. Panzetta ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa. «La vita di un vescovo non è tutta rose e fiori – ha detto ancora Panzetta – anche io ho sperimentato le lacrime, quando si vuol bene si soffre. Non vi nascondo che, quando sono venuto qui, partendo da Taranto mi sono fermato ad una piazzola di sosta e – guardando la città – ho detto nel mio cuore “mi porto solo il bene, il resto lo butto qui” in un cestino. Non voglio portare a Crotone il male che ho sperimentato nella mia vita. Partendo (per Lecce n.d.r.) mi fermerò all'uscita della città (di Crotone n.d.r.) dirò così: “mi porto solo il bene”, alcune cose non me le voglio portare».

«Ho ricevuto calunnie»

«Non mi voglio portare – ha detto – le calunnie che ho ricevuto, lo dico con franchezza, perchè conosco la miseria umana, ministeriale, vocazionale da cui vengono. Io ho pietà per quell'ambiente vitale in cui sono maturate, e di persone annegate del benessere che godono nel fare il male degli altri: non è una cosa gradita a Dio. Io lascerò, prima di partire, questa cosa lontana anche da voi perchè vorrei che questo non succedesse più in questa comunità, anche per chi viene dopo di me».

«C'è chi ha provato a farsi campagna elettorale sulle mie spalle»

«Non mi porterò via – ha proseguito il vescovo – il nanismo politico di chi ha provato a farsi campagna elettorale sulle mie spalle. Mi dispiace di persone che hanno prodotto pubblicamente dei giudizi terribili sulla mia persona senza che io abbia mai parlato con loro, che abbiano parlato di me senza parlare con me, senza cercarmi mai. In un primo momento, mi ha fatto soffrire; adesso penso con gioia di poter lasciare tutto questo. Sapete cosa mi preoccupa? Chi si propone a guidare il bene comune in una città, non si deve occupare di processioni, di cresime... le proposte sono (per lo n.d.r.) sviluppo di un territorio, non deve occuparsi di queste cose».

«Il mammismo pseudo-Mariano non ha niente di cristiano»

«Un'ultima cosa che non mi porterà via – ha detto ancora mons. Panzetta – è il mammismo pseudo-Mariano che non ha niente di cristiano. Niente. Persone che pensano di essere cristiani perchè gli scappano le lacrime alla processione della Madonna, senza conoscere una parola di Vangelo, senza varcare la soglia di una chiesa, senza nessuna formazione cristiana. Mi dispiace. Vi dico con franchezza che se c'è una profanazione della Madonna, consiste nel metterla contro la Chiesa. Utilizzare la Madonna per colpire il vescovo e la Chiesa, è una profanazione».

«Ci sono diavoli che impediscono a questa comunità di spiccare il volo»

«Perdonatemi se ho detto queste cose - ha concluso Panzetta - ma le ho volute dire perchè dovete fare in modo che non ci siano più. Questa è una bellissima realtà, ma ci sono quattro-cinque diavoli che impediscono a questa comunità di spiccare il volo. Bisogna prendere le distanze da queste cose che non fanno il bene né della nostra città, né del nostro territorio. Al di là di ciò, queste sono piccole sciocchezze in un rapporto di amore che considero una delle cose più belle della mia vita. Grazie di cuore».