L'impronta di monsignor Panzetta sull'arcidiocesi di Crotone-Santa Severina

Non è stato un ministero semplice quello di monsignor Angelo Panzetta nell'arcidiocesi di Crotone-Santa Severina. Al suo primo incarico è stato subito chiamato a confrontarsi con problemi molto seri, generati dalla natura ma soprattutto dagli uomini: la pandemia, un'alluvione, una situazione finanziaria a dir poco “problematica”, problemi pastorali ed amministrativi, e poi la nomina come amministratore apostolico dell'arcidiocesi di Catanzaro-Squillace. Tutte questioni che il presule ha affrontato con decisione, e senza mai tirarsi indietro, perfettamente consapevole anche delle tensioni e delle reazioni avverse che può generare il tentativo di modificare, se non addirittura stravolgere, una situazione bloccata da anni, specie in una struttura statica com'è la Chiesa.
"Ho lavorato duramente - commenta l'arcivescovo - Non mi sono risparmiato nel risolvere i problemi pastorali, amministrativi, nel cambiare le cose in profondità. C'è da dire che molti frutti del mio lavoro io non li vedrò, perchè ho attivato dei processi che si realizzeranno dopo; ma questoa è una cosa bella, perchè il lavoro che ho fatto sarà gratis e quindi gradito agli occhi di Dio". Sarebbe giusto, però, mandare a futura memoria almeno il lavoro fatto per la Basilica Cattedrale, che rischiava letteralmente di cadere addosso ai fedeli. Sicuramente il trasferimento di Panzetta ritarderà i lavori, ma sarà a lui che la città dovrà essere riconoscente quando (e se) avrà un Duomo restaurato e soprattutto sicuro.