"Per la bonifica dell’ex sito industriale di Crotone Eni Rewind ha speso finora oltre 200 milioni di euro. A questi si aggiungono circa 70 milioni di euro versati a seguito della sentenza del Tribunale di Milano del 2012 sull’azione di responsabilità del danno ambientale, promosso dal Ministero dell’Ambiente verso Enichem quale successore della società Pertusola. Tutti gli interventi ambientali sono stati realizzati in linea con i progetti autorizzati, ma
l’avvio degli scavi, previsto a fine 2024, richiede il superamento del vincolo che vieta l’utilizzo della discarica Sovreco a Crotone, in assenza di discariche nazionali alternative per rifiuti pericolosi". E' quanto si legge sul sito della multinazionale.
Superare il PAUR
Dunque - per riassumere - Eni vuol far partire la bonifica dell'ex area industriale a fine anno, ma
affinchè parta è necessario superare il PAUR (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale) del 2019. Questo documento della Regione Calabria
prevede che i veleni vengano portati fuori dal territorio regionale; Eni, però, dice che
non esiste in Italia un impianto capace di ricevere questi materiali -
tranne - che la discarica Sovreco, distante in linea d'aria meno di 6 km dal sito.
Rimpallo tra Eni, MASE e Regione
Sin dai primi mesi di quest'anno,
la multinazionale chiede che venga rimosso il vincolo del PAUR.
Il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica lo scorso 1 agosto ha emanato un decreto nel quale viene autorizzato il progetto a stralcio del POB Fase 2 per lo scavo e smaltimento dei materiali (complessivamente circa 760.000 tonnellate, ovvero oltre il 70% dei materiali previsti dal POB Fase 2) nelle aree ex Pertusola ed ex Agricoltura. Lo stesso decreto del Mase richiedeva a
Eni Rewind di avviare gli scavi entro ottobre 2024 utilizzando la discarica Sovreco per lo smaltimento dei rifiuti da bonifica pericolosi. A tal fine il decreto disponeva che
la Regione Calabria, entro il 1° settembre, avviasse l’iter di modifica del PAUR per l’eliminazione del vincolo che vieta l’utilizzo di discariche regionali. Il 6 settembre scorso, Eni ha inviato una diffida alla Regione Calabria.
La missiva
Il successivo 24 settembre, il Ministero ha inviato una lettera alla Regione e a Eni Rewind in cui comunica che:
• “
non risulta che la Regione Calabria abbia avviato il procedimento di modifica del PAUR” e quindi “prende atto della perdurante efficacia del vincolo che non consente l’utilizzo del deposito preliminare dei rifiuti autorizzato con medesimo PAUR”;
• “allo stesso tempo, salvo diverso e motivato avviso della Regione Calabria,
non si ritiene che sussistano motivi ostativi a utilizzare…il deposito preliminare…ove idoneo per il deposito temporaneo di rifiuti pericolosi…previa formale comunicazione alla Regione Calabria, nella qualità di Autorità che ha rilasciato il PAUR, nelle more della rimozione del vincolo” e pertanto
•“
si diffida Eni Rewind ad avviare le attività di bonifica nel rispetto del vincolo regionale, mettendo in opera tutte le attività necessarie a gestire il deposito temporaneo…anche, nell’impossibilità di utilizzare la struttura del deposito preliminare esistente, mediante l’allestimento di una nuova area nel rispetto di tutti gli obblighi di legge”.
La risposta
Il giorno successivo, 25 settembre, Eni Rewind ha risposto alla lettera del Ministero e alla Regione evidenziando che:
• "sorprende che il Ministero non solleciti la Regione a modificare il PAUR, essendo trascorsi 24 giorni dal termine in cui il decreto del MASE prescriveva che “la Regione deve avviare il procedimento di modifica;
•
la diffida del MASE introduce l’obbligo per Eni Rewind di utilizzare come temporaneo il deposito esistente, progettato e autorizzato come preliminare in funzione dei fabbisogni della bonifica, al fine di superare il divieto all’utilizzo della discarica di Crotone. Ciò a meno di diverso e motivato avviso della Regione, che negli ultimi 5 anni ha ripetutamente
espresso parere negativo a tutte le istanze di modifica del vincolo al fine esplicito di impedire il conferimento dei rifiuti in Calabria;
• qualora non fosse possibile utilizzare il deposito esistente – che ha richiesto 20 mesi per essere progettato e realizzato, è costato 5,6 milioni di euro e occupa circa 2 ettari di terreno–
l’opzione di realizzare in altra area un nuovo deposito ritarderebbe di alcuni anni l’avvio degli scavi, trattandosi di un deposito che di temporaneo avrebbe solo la qualifica imposta dalla diffida del MASE.
• A fronte della diffida del Mase,
chiede alla Regione di confermare entro il 10 ottobre 2024 che non sussistano motivi ostativi a utilizzare il deposito esistente in regime di deposito temporaneo in modo da poter avviare gli scavi entro il mese di ottobre (come previsto dal decreto MASE del 1 agosto u.s. e nell’ipotesi che il Comune e la Provincia rilascino rispettivamente, il permesso per la costruzione della strada e il certificato di avvenuta bonifica per il POB Fase 1) con conferimento dei rifiuti pericolosi presso la discarica di Crotone".
"Presa diretta"
Negli ultimi giorni,
il tema è tornato prepotentemente a galla nell'opinione pubblica grazie alla
trasmissione di Rai3 "Presa diretta", che ha realizzato un servizio giornalistico proprio sul tema della bonifica di Crotone.
Comitato: «I veleni devono essere portati fuori dalla Calabria»
Sulla tematica, ed anche a margine del servizio giornalistico, è intervenuto il Comitato “Fuori i veleni. Crotone vuole vivere”. «Prendiamo atto - ha scritto in un comunicato - che
coloro che dovrebbero essere in prima linea in questa battaglia a tutela della salute dei cittadini pur avendo, in questi anni, strumenti in mano che avrebbero potuto mettere Eni Rewind nelle condizioni di avviare la bonifica, portando i rifiuti fuori dalla Calabria,
hanno inteso non agire tanto che oggi, paradossalmente non è la Regione ed il Comune che diffidano e denunciano Eni Rewind per omessa bonifica, ma è Eni Rewind che diffida la Regione Calabria per
il superamento del Paur, quel vincolo firmato nel 2019 (Giunta Oliverio),
ultimo baluardo a difesa del territorio, che impone alla multinazionale di portare fuori i veleni da Crotone e dalla Calabria. A
Occhiuto infine diciamo che si preoccupi delle priorità e
dica chiaramente e pubblicamente che il PAUR, atto amministrativo di competenza esclusivamente regionale,
non c’è ragione perché venga modificato ed i veleni devono essere portati fuori dalla Calabria».
Consiglio Comunale aperto sulla bonifica
Il prossimo
1 ottobre, alle 16:30, è stato convocato un
Consiglio Comunale aperto sul tema della bonifica, avente ad oggetto “Piano regionale dei rifiuti e questione ambientale crotonese, proposte e iniziative”. Sono stati invitati, tra i vari - riferisce piazza della Resistenza - il commissario straordinario alla bonifica Emilio Errigo, il presidente della Provincia Sergio Ferrari, l’assessore regionale al ramo.