Maxi operazione contro i falsi titoli di studio: nove arresti

Operazione della Guardia di Finanza che ha portato all’arresto di 9 persone, accusate di associazione per delinquere, truffa aggravata, falso materiale, corruzione e autoriciclaggio. Gli arresti, eseguiti dai finanzieri del Comando Provinciale di Bari e BAT, sono stati ordinati dal G.I.P. del Tribunale di Trani su richiesta della Procura locale.
L'indagine ha coinvolto in totale 39 persone, tra cui anche 30 indagati per presunte attività fraudolente legate al rilascio di titoli di studio e professionali falsi, distribuiti da enti universitari fittizi e istituti scolastici dislocati in diverse regioni d'Italia, come Lazio, Lombardia, Calabria e Sicilia. L’organizzazione criminale, smantellata dopo una lunga inchiesta, utilizzava strutture in Italia e all’estero per fornire falsi titoli di studio, non validi sul territorio nazionale.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i criminali avrebbero costituito società di facciata in paesi come Cipro, Regno Unito e America Latina, fingendo di essere abilitate al rilascio di titoli “riconosciuti” anche in Italia. In realtà, le investigazioni hanno accertato l'inesistenza legale di queste entità.
Un sistema ben orchestrato
L'organizzazione avrebbe messo in atto una serie di truffe utilizzando piattaforme online, social media e app di messaggistica per pubblicizzare i falsi percorsi di studio e attirare potenziali vittime. Ai clienti venivano rilasciati titoli contraffatti corredati di loghi ufficiali, certificazioni e Apostille de L’Aja, apparentemente emessi dalla Procura della Repubblica di Roma, ma in realtà falsi. Tra i documenti rilasciati, vi erano anche certificati di equipollenza falsamente associati a prestigiose università italiane, come La Sapienza di Roma.
Gli indagati avrebbero gestito un vero e proprio "polo universitario" con base a Trani, servendosi di una rete di oltre 55 punti distribuiti su tutto il territorio nazionale. Aspiranti insegnanti e laureati pagavano circa 8.000 euro per ottenere i falsi titoli necessari a partecipare a concorsi pubblici o accedere a posizioni lavorative, specialmente nel settore dell’istruzione.
Le lezioni venivano svolte tramite una piattaforma web, mentre le pergamene venivano consegnate anche durante eventi organizzati presso hotel di lusso a Roma. Per legittimare i falsi titoli, venivano inoltrate centinaia di richieste di riconoscimento al Ministero dell’Università, sfruttando il sistema informatico per ottenere protocolli di ricevuta da utilizzare illecitamente per incarichi temporanei di insegnamento.
Divisione interna e proventi illeciti
Il gruppo criminale si sarebbe successivamente diviso in tre fazioni a causa di disaccordi sulla spartizione dei profitti. Una di queste avrebbe creato nuove imprese a Foggia, mentre un altro ramo dell’organizzazione avrebbe corrotto funzionari albanesi per ottenere l’accreditamento di una università privata.
Grazie a intercettazioni, testimonianze e la collaborazione del MUR e dell’Università La Sapienza, sono stati raccolti importanti riscontri che hanno portato all’arresto degli indagati e al sequestro di beni per un valore di 10 milioni di euro, tra cui immobili e una lussuosa autovettura Maserati. Parallelamente, sono state sequestrate le quote sociali di otto imprese e sono state eseguite decine di perquisizioni in tutta Italia.
Le società coinvolte sono state segnalate per responsabilità amministrativa derivante da reato, mentre l’inchiesta prosegue per smantellare completamente l'organizzazione e accertare eventuali ulteriori responsabilità.