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Omicidio Bellocco, Beretta: «Voleva gli utili del mio negozio»

Omicidio Bellocco, Beretta: «Voleva gli utili del mio negozio»
Un forte contrasto nella gestione di affari illeciti. E' per questo, stando alle indagini e all'interrogatorio di ieri, che si è verificato lo scontro tra il capo ultrà della curva interista Andrea Beretta e Antonio Bellocco, esponente di spicco dell'omonima cosca della 'ndrangheta e anche nel direttivo della curva nord, ucciso con un coltello a serramanico, fuori da una palestra a Cernusco sul Naviglio, dallo stesso Beretta, a cui prima aveva sparato un colpo ferendolo. La Dda di Milano sta già indagando da tempo sui business di ultras e criminalità organizzata, che vanno dalla gestione dei biglietti per le partite, a quella dei parcheggi e a tutto l'indotto attorno allo stadio di San Siro. I pm sono in procinto di inoltrare in queste ore all'ufficio gip la richiesta di convalida del fermo e di custodia cautelare in carcere per Beretta per omicidio volontario aggravato e detenzione di arma (la pistola era sua). Da quanto si è saputo, Bellocco (la madre è al 41bis e il padre è morto mentre era in regime anche lui di 41bis), si sarebbe avvicinato ai capi della curva interista quasi due anni fa, dopo la morte di Vittorio Boiocchi, storico leader della curva nerazzurra freddato sotto casa sua nell'ottobre 2022. Beretta, secondo gli accertamenti, ha ucciso Bellocco con più di otto coltellate, sferrate alla gola e al petto, dopo che il secondo, stando all'interrogatorio, l'aveva disarmato e aveva poi sparato contro di lui. L'arma, però, dopo quel colpo che ha preso Beretta di striscio ad una gamba, è diventata inutilizzabile perché è caduto il caricatore. A quel punto Beretta avrebbe sferrato la scarica di fendenti. Non c'è spazio in questo quadro, secondo gli inquirenti, per la legittima difesa. Il capo ultrà interista ha passato la notte in ospedale, piantonato in stato di fermo, e poi già nella giornata di oggi dovrebbe essere trasferito nel carcere milanese di Opera.

«Bellocco voleva gli utili del mio negozio»

Bellocco avrebbe "preteso la divisione degli utili del negozio" a Pioltello, nel Milanese, che "vende materiale della curva dell'Inter", gestito da Andrea Beretta. Così lo stesso Beretta avrebbe spiegato il motivo del contrasto tra i due. Beretta, difeso dal legale Mirko Perlino, ha reso dichiarazioni spontanee al pm di Milano Paolo Storari. E ha parlato appunto del suo negozio di merchandising a Pioltello e del fatto che Bellocco pretendesse una divisione degli utili. E che era arrivato, stando alle sue parole, anche a minacciare lui e la sua famiglia. Questa, dunque, la versione messa a verbale da Beretta, mentre gli inquirenti stanno indagando sui rapporti tra i due e più in generale sui business illeciti tra il mondo delle curve e la criminalità organizzata.

Pm: «Beretta vanta contatti che potrebbero garantire la latitanza»

"La gravità del fatto, i cui contorni e movente devono ancora essere chiariti, i numerosi contatti che Beretta vanta con esponenti del tifo organizzato, contatti che potrebbero garantirgli una sicura e duratura latitanza, il ruolo apicale ricoperto dall'indagato in vari contesti delinquenziali come attestato dalle condanne per stupefacenti, sono tutti elementi che corroborano un serio pericolo di fuga". Lo si legge nel decreto di fermo bei confronti di Andrea Beretta, accusato dell'omicidio di Antonio Bellocco e di detenzione illegale di arma da fuoco. Come si legge nel provvedimento i pm Paolo Storari e Sara Ombra, oltre a offrire "diversi possibili scenari" in merito alla dinamica dei fatti, non escludono nemmeno "interazioni di terze persone, in effetti notate sopraggiungere nelle immediate adiacenze della vettura" parcheggiata davanti alla palestra. Persone che potrebbero "aver agevolato Beretta nel tentativo di eludere le indagini alterando o modificando la scena" del crimine. Quanto alla pistola ritrovata, di proprietà di Beretta e con la quale è stato ferito lievemente, si è tratta di una "Beretta 98 Fs calibro 9x21", priva di matricola, in quanto cancellata, senza caricatore e senza colpo in canna" e con "il cane abbattuto, indicativo dell'esplosione di un colpo". Un solo bossolo è stato ritrovato nell'abitacolo dell'auto. (ANSA)