Naufragio di Cutro, chiusa l'inchiesta: "La strage si poteva evitare", 6 persone accusate

La procura di Crotone ha chiuso le indagini sui soccorsi del naufragio di Steccato di Cutro, avvenuto nel febbraio 2023 e che ha provocato la morte di un centinaio di persone. La tragedia si sarebbe potuta evitare, secondo il procuratore di Crotone, Giuseppe Capoccia, ed il pubblico ministero Pasquale Festa. Gli imputati nel processo sono 6, di cui quattro militari della Guardia di finanza e due della Guardia costiera.
Pesano di più le accuse alla Guardia di finanza, che, secondo la Procura, avrebbe gestito in maniera sbagliata la segnalazione del caicco "Summer love", avvistato a 40 miglia dalle coste calabresi. In particolare, è stata contestata l'omessa completa comunicazione delle condizioni meteorologiche già difficili ed in peggioramento, che avrebbero potuto rappresentare un pericolo per i migranti a bordo, nonché il ritardo nel predisporre le operazioni di intercettazione del caicco. Non è risultata contestabile, invece, la scelta di qualificare l'evento come operazione di polizia in mare "law enforcement".
La Guardia costiera, invece, è accusata di non aver acquisito sufficienti informazioni delle operazioni svolte dalla Guardia di finanza, con un conseguente quadro carente di informazioni sullo scenario operativo e delle conseguenti disposizioni da impartire ai natanti della Guardia costiera stessa, che erano in grado di intervenire. I reati ipotizzati a carico dei sei indagati sono naufragio colposo e omicidio colposo plurimo.
Il comunicato stampa della Procura di Crotone
"Nei giorni scorsi è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari riguardo alla tragica vicenda del naufragio del caicco "Summer Love" nelle acque antistanti Steccato di Cutro all'alba del 26 febbraio 2023 e nella quale morirono 94 migranti. Le successive indagini, svolte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di Crotone e coordinate dalla Procura di Crotone, sono state focalizzate ad accertare perché nessuna imbarcazione dell'Autorità preposte al controllo del mare territoriale fosse in quella zona per tentare di intercettare il caicco (verosimilmente carico di numerosi migranti) e che nella tarda serata era stato tempestivamente segnalato dall'Agenzia Europea Fronte: in navigazione verso le coste calabresi.
Le contestazioni ipotizzate di naufragio colposo (arti. 449-428 c.p.) e di omicidio colposo plurimo (art. 589 c.p.) sono state individuate nei confronti di due appartenenti al Corpo delle Capitanerie di Porto e di quattro appartenenti ai Reparti Aeronavali della Guardia dí Finanza per i quali sono stati evidenziati profili di negligenza nel dare attuazione alle regole che la normativa europea e nazionale impone in casi del genere.
I profili di colpa ipotizzati a carico dei Finanzieri attengono essenzialmente alla modalità esecutive delle azioni da svolgere in seguito all'avvistamento del natante, mentre è risultata non censurabile la scelta iniziale di qualificare l'evento come operazione di polizia (iaw enfinvenzen0 in luogo di soccorso in mare. In particolare, è stata contestata l'omessa completa comunicazione delle difficoltà di navigazione incontrate a causa delle condizioni meteomarine, nonché il ritardo nel predisporre le operazioni di intercetto del caicco, in assenza di un effettivo ed efficace monitoraggio radar.
Per quel che attiene invece i membri della Guardia Costiera la contestazione ruota intorno alla mancata acquisizione di informazioni necessarie per avere un quadro effettivo di quanto la Guardia di Finanza stava facendo cui conseguiva una carente valutazione dello scenario operativo e delle conseguenti disposizioni da impartire ai natanti della Guardia costiera che pure erano in condizioni di intervenire.
Per il medesimo episodio sono già stati condannati col rito abbreviato due scafisti, mentre è in corso il dibattimento per altri tre. L'ultimo dei componenti dell'equipaggio era invece deceduto nel naufragio".