Bonifica Crotone, la 'nuova' proposta di Eni porta... a Sovreco

L'ultima parola spetta al ministero dell'Ambiente ma la strada sembra già tracciata. E presumibilmente conduce verso la decisione di lasciare a Crotone, nella discarica di Sovreco, i rifiuti pericolosi derivanti dalla bonifica delle discariche a mare a servizio dell'ex sito industriale cittadino.
L'impressione, che diventa sempre più netta, è emersa anche dall'ultima conferenza dei servizi decisoria, convocata presso il ministero per discutere del nuovo stralcio proposto dall'Eni per modificare il Pob fase2. Il progetto di bonifica già approvato secondo il colosso industriale non può essere attuato a causa della mancanza in Italia di discariche autorizzate alla gestione di una quantità così grande di rifiuti pericolosi. L'unica sarebbe proprio quella di Crotone, ma a renderla al momento inutilizzabile è il Paur, l’autorizzazione regionale che obbliga a conferire questi rifiuti fuori dalla regione.
E allora la nuova proposta di Eni - che poi tanto nuova non è - è quella di dividere i rifiuti pericolosi (che resterebbero a Sovreco) da quelli non pericolosi (che andrebbero fuori dalla Calabria). A parte l'opposizione netta di Comune, Provincia e Regione, rispetto a questa soluzione ci sarebbe però anche un problema tecnico: i rifiuti in questione, infatti, contengono anche amianto, che la discarica di Sovreco non è autorizzata a trattare. Un ostacolo che un'apposita disposizione ministeriale potrebbe superare, autorizzando il conferimento dei rifiuti industriali pericolosi nella discarica situata alla periferia della città. Questo, però, vorrebbe dire di fatto cancellare il Paur, scavalcando una decisione assunta dalla Regione Calabria e decidendo di non tenere conto di tutti i pareri negativi degli enti locali.
«Quello di Eni – dice il sindaco di Crotone Vincenzo Voce - è l’ennesimo tentativo da parte di Eni di non ottemperare al Pob 2. Possibile che un colosso che fa affari e ricerche in tutto il mondo non riesca a trovare una idonea collocazione per i rifiuti dell’area industriale? Crotone ha già dato, anche troppo». «Proprio in ottemperanza al Paur - aggiunge il presidente della Provincia Sergio Ferrari – l'Ente intermedio ha detto no a questa proposta di Eni. La Provincia – ha ricordato poi - è il soggetto che certifica l’ultimazione dei lavori di bonifica: e nessuna certificazione è stata emessa per l'ultimazione del progetto Pob Fase1».
“La decisione finale spetta alla Direzione generale del ministero dell’Ambiente che valuterà – avverte infine Ferrari - secondo criteri di interesse prevalente”.
Che presumibilmente, tradotto vuol dire che i rifiuti pericolosi resteranno a Crotone.