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«Traumatizzati e confusi»: Msf assiste i superstiti del naufragio

«Traumatizzati e confusi»: Msf assiste i superstiti del naufragio
"Le persone sopravvissute sono ancora molto confuse. Tutte loro sono ospedalizzate in diverse strutture del territorio e non si rendono ancora conto chi dei loro familiari è vivo e chi invece è morto in mare. Interi nuclei familiari sono andati distrutti. C'è chi ha perso la moglie, chi un figlio, un marito, un amico o un nipote. Sono tutti in uno stato di forte trauma psicologico e fisico. Molti di loro hanno forti ustioni da sole, segno che probabilmente hanno trascorso diversi giorni sotto il sole". Così Cecilia Momi, responsabile affari umanitari di Medici senza frontiere che sta fornendo supporto psicologico ai sopravvissuti del naufragio sbarcati a Roccella Ionica. Il team è ancora al lavoro e domani continuerà le attività.