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'Ndrangheta "network criminale con vocazione imprenditoriale"

'Ndrangheta "network criminale con vocazione imprenditoriale"
Le mafie mutano e si adattano ai contesti socio-economici ed alla vantaggiosa penetrazione dei settori imprenditoriali, hanno implementato le capacità relazionali sostituendo l’uso della violenza, con strategie di silenziosa infiltrazione ed azioni corruttive. Sono i dati che emergono dalla relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia presentata al Parlamento in riferimento ai primi sei mesi del 2023. Avanza sempre più l’uso della tecnologia, che assume un ruolo determinante per l’attività illecita delle organizzazioni criminali, le quali utilizzano con sempre maggiore frequenza i sistemi di comunicazione crittografata, le app di messaggistica istantanea ed i social. Dalla relazione emerge come la principale fonte di redditività dei cartelli criminali, al livello transnazionale, continui comunque ad essere il traffico di sostanze stupefacenti, a volte gestito mediante nuovi modelli organizzativi capaci di sfruttare il web soprattutto nella fase dello smercio. Questo aspetto di “internazionalizzazione” si manifesta a tutti i livelli, anche nell’attività di cessione al minuto. A livello strategico, questa propensione internazionale dei sodalizi si estrinseca con la capacità di stringere rapporti con i maggiori narcotrafficanti stranieri per attivare nuovi canali di approvvigionamento dei carichi di stupefacenti. La 'ndrangheta - è scritto nella relazione della DIA - da tempo ha oltrepassato i confini regionali, diventando un network criminale capace di agire con grande disinvoltura nei contesti più diversificati, con un’accentuata vocazione verso i comparti economici, finanziari ed imprenditoriali. La disponibilità di ingenti capitali derivanti dal ruolo rilevante della ‘ndrangheta nel narcotraffico internazionale hanno permesso alla stessa di consolidare rapporti con le più importanti organizzazioni criminali omologhe del Centro e del Sud America. Negli ultimi anni anche l’Africa occidentale è diventata per le cosche di ‘ndrangheta, una tappa sempre più importante per i propri traffici. In particolare, la Costa d’Avorio, la Guinea-Bissau e il Ghana sono diventate cruciali basi logistiche per i narcos. A questi Paesi si aggiunge di recente anche la Libia. Analoghe considerazioni valgono per gli Stati Uniti ed il Canada, ove l’infiltrazione criminale della ‘ndrangheta appare oramai compiuta, così come dimostrato negli ultimi anni da operazioni di polizia nel settore del traffico internazionale di stupefacenti. Nel Nord, ma anche nel Centro Italia, la ‘ndrangheta cerca di insinuarsi sempre più nel mondo dell’economia e della finanza, puntando a riciclare e reimpiegare rilevanti quantità di denaro nelle aree più produttive del Paese. La capacità di condizionamento nei confronti delle Istituzioni non è più solo problema a carattere locale, ma è una criticità ormai rivolta anche al Nord Italia, come testimoniato, negli ultimi anni, dallo scioglimento di diversi consigli comunali. Scioglimenti che in Calabria si concretizzano con elevata frequenza e che danno la misura della vulnerabilità delle Amministrazioni locali che, all’esito di investigazioni giudiziarie, rivelano spesso la permeabilità degli organismi elettivi alla pressione criminale. La ‘ndrangheta ha dimostrato di saper intercettare opportunità e di approfittare delle criticità ambientali per trarne vantaggio, perseguendo una logica di massimizzazione dei profitti e orientando gli investimenti verso ambiti economici in forte sofferenza finanziaria.