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Naufragio nello Jonio: proseguono le ricerche dei migranti dispersi

Naufragio nello Jonio: proseguono le ricerche dei migranti dispersi
Proseguono le ricerche di eventuali superstiti del naufragio della barca a vela avvenuto a 120 miglia dalle coste calabre in area di responsabilità SAR italiana. Lo rende noto la Guardia Costiera. Per le attività di ricerca sono impegnati in area due motovedette della Guardia Costiera, partite da Reggio Calabria e Roccella ionica, e un aereo ATR42 decollato dalla base aeromobili delle Guardia Costiera di Catania. Nelle prossime ore giungerà in zona anche nave Dattilo della Guardia Costiera. A bordo dei mezzi navali anche team sanitari del CISOM (Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine Di Malta). A ieri sera risulterebbero disperse una cinquantina di persone; tra loro almeno 26 bambini, raccontano i sopravvissuti. Sempre ieri a Roccella Jonica sono arrivati 12 superstiti. 🔴 AGGIORNAMENTO Proseguono le ricerche dei migranti - forse una sessantina, tra i quali 26 bambini secondo il racconto dei sopravvissuti - caduti in mare ieri a 120 miglia dalla costa della Calabria dopo che la barca a vela sulla quale viaggiavano è affondata, pare dopo un'esplosione a bordo. Al momento, però, non sono stati individuati né superstiti né cadaveri. Le motovedette della Guardia costiera di Roccella Ionica hanno operato sino a stamani e sono da poco rientrate in porto per fare rifornimento di carburante. Le ricerche proseguono con mezzi aerei e navali e si stanno estendendo rispetto al luogo dove ancora è visibile la barca semiaffondata. Le correnti ed i venti che spirano sulla zona, infatti, potrebbero avere trascinato per miglia eventuali superstiti o i corpi delle vittime. Sono stazionarie, intanto, le condizioni degli undici superstiti recuperati da una nave francese - una dodicesima persona, una donna, è morta durante il tragitto - e poi condotti nel porto di Roccella dalle motovedette della Guardia costiera. Attualmente nove di loro sono ricoverati negli ospedali di Polistena, Locri e Soverato (Catanzaro) per ferite di varia natura e ustioni dovute, probabilmente, all'esplosione a bordo. Nessuno di loro sarebbe comunque in pericolo di vita. Tra loro anche una bambina di 10 anni. I due migranti rimasti illesi sono ospitati nella tensostruttura allestita nel porto per la prima accoglienza. (ANSA)