Spettacolo: “Il settimo si riposò” in scena ad Ama Calabria

Il lecito proposito di trascorrere una domenica di assoluto riposo si trasforma in una giornata da incubo. Un sogno rimasto tale per Antonio Orefice, personaggio interpretato da Benedetto Casillo, nel thriller comico “Il settimo si riposò” andato in scena al Teatro Comunale di Catanzaro, nell’ambito della rassegna teatrale di AMA Calabria.
Il testo di Samy Fayad, probabilmente il più famoso, è un esempio di teatro che diverte raccontando una storia semplice ed efficace. L’adattamento dello stesso Casillo, che ne è anche il regista, lo rende maggiormente divertente con la carica umoristica che gli appartiene e lo contraddistingue. L’attore esalta le sue origini, quelle di un teatro privo di fronzoli, che riesce a divertire, ma anche a stimolare la riflessione. Il teatro napoletano, tout court.
Il personaggio di Antonio Orefice sembra calzargli perfettamente. Un uomo comune, non privo di difetti, alla ricerca continua di qualcosa che possa rendere migliore la sua vita, le sue aspettative. Un'insoddisfazione che nasce dal confronto con Vincenzo Camporeale, due modi di vivere diversi, che generano una forte reciproca antipatia. Entrambi semplici impiegati e pari grado, ma con una differenza sostanziale, dal momento che Camporeale conduce una “dolce vita” nel suo attico con piscina, auto lussuose e circondato sempre da belle donne.
Questa versione teatrale de “Il settimo si riposò” esalta la verve di Benedetto Casillo. La sua comicità è il sale della commedia, anche nei momenti in cui si affida a semplici gesti. Riesce a trasmettere la sua insofferenza anche al pubblico, quando guarda il suo “nemico” con il cannocchiale, comprato per spiarlo dalla finestra, o quando si accanisce telefonicamente contro di lui, causando solo ancor più male a sé stesso.
intervista:
Benedetto Casillo - attore e regista